Nola, bimba di un anno ingerisce hashish: denunciato il padre 26enne

Nola– Poco prima di mezzanotte, i carabinieri sono intervenuti d’urgenza presso l’ospedale locale su segnalazione del personale sanitario. Una bimba di appena un anno era stata portata in pronto soccorso dopo aver ingerito una modica quantità di hashish.

Le condizioni della piccola, fortunatamente, non hanno mai fatto temere per la vita, ma i medici hanno disposto il ricovero per monitoraggi e controlli di routine.Dalle indagini rapide dei militari dell’Arma è emersa la responsabilità del padre, un 26enne residente a Brusciano, comune limitrofo a Nola e già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali.

L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio e per le conseguenze colpose sull’incolumità della figlia minore. Parallelamente è scattato l’intervento degli assistenti sociali del territorio, che stanno valutando la situazione familiare per tutelare la bambina.

Quello di Nola non è purtroppo un episodio isolato.

Negli ultimi anni, in provincia di Napoli e nell’hinterland vesuviano si registra una sequenza preoccupante di casi analoghi, quasi sempre legati a hashish lasciato incustodito in casa o accessibile ai più piccoli, scambiato spesso per cioccolato o dolcetti.

Solo negli ultimi mesi si contano diversi interventi simili: a gennaio 2025 un bimbo di un anno è finito al Santobono dopo aver ingerito hashish trovato in cucina a casa dei nonni a Boscoreale; episodi analoghi si sono verificati a Napoli e in altri centri della zona, con bambini sotto i due anni intossicati da THC.

In alcuni casi la gravità è stata maggiore, con ricoveri in rianimazione pediatrica. A livello nazionale il fenomeno è in crescita costante: i pronto soccorso pediatrici registrano un aumento di accessi per intossicazione accidentale da cannabis nei bimbi sotto i 5-6 anni, spesso correlata alla maggiore diffusione domestica della sostanza.

La dinamica ricorrente è quasi sempre la stessa: la droga – hashish o infiorescenze – viene tenuta in luoghi raggiungibili (posacenere, comodini, cassetti bassi) e i bambini, nella fase esplorativa tipica di quell’età, la ingeriscono scambiandola per cibo.

Gli effetti sul sistema nervoso centrale dei più piccoli sono particolarmente intensi: letargia profonda, vomito, tachicardia, ipotensione, fino – nei casi più gravi – a crisi convulsive e depressione respiratoria.I carabinieri di Nola stanno ora verificando se nella disponibilità del padre vi fossero quantità maggiori di stupefacente e se vi siano stati altri episodi pregressi di incuria.

Informata la Procura

La Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli è stata informata per valutare eventuali misure di protezione della piccola.Questi fatti riportano drammaticamente al centro il tema della responsabilità genitoriale nella gestione delle sostanze stupefacenti in presenza di figli piccoli: anche una “modica quantità” può trasformarsi in pericolo mortale per un bambino di un anno.

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Pubblicato da
Rosaria Federico
Tags: HashishNola

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