Napoli -Più che un tentativo di omicidio, un messaggio lanciato con il piombo. È questa l’ipotesi investigativa che prende corpo dopo il ferimento di Antonio De Luca, 34 anni, pregiudicato di Barra, raggiunto da quattro colpi d’arma da fuoco agli arti inferiori mentre stava rincasando in via Suor Maria della Passione Beata, nella zona orientale di Napoli.
L’agguato è stato messo a segno poco dopo la mezzanotte. Secondo la ricostruzione degli investigatori, De Luca si trovava a pochi metri dalla propria abitazione quando è stato affiancato da un’autovettura con a bordo due uomini. Uno dei due è sceso o ha aperto il fuoco dall’auto, esplodendo diversi colpi che hanno centrato il 34enne a entrambe le gambe: tre proiettili all’arto sinistro e uno al destro.
Soccorso dagli operatori del 118, il ferito è stato trasportato all’Ospedale del Mare, dove è ricoverato in prognosi riservata ma non sarebbe in pericolo di vita.
L’ipotesi investigativa: un avvertimento della camorra
Le indagini sono concentrate soprattutto sulla matrice camorristica dell’episodio. Gli investigatori stanno ricostruendo le frequentazioni della vittima, già ascoltata a sommarie informazioni, ma ritenuta poco collaborativa.
L’episodio si è verificato in un’area storicamente ritenuta sotto l’influenza del clan Valda, la cosca legata a Francesco Pio Valda, condannato all’ergastolo per l’omicidio del giovane innocente Francesco Pio Maimone.
Per questo motivo prende consistenza la pista di uno “sgarro” ai gruppi criminali che gestiscono gli affari illeciti nella zona. Un’azione dimostrativa, con colpi esplosi deliberatamente alle gambe, modalità spesso utilizzata negli ambienti della criminalità organizzata per lanciare un segnale senza necessariamente uccidere il bersaglio.
Resta comunque aperta anche la possibilità che il movente sia riconducibile a questioni personali.
Un precedente che pesa nelle indagini
Gli investigatori stanno verificando anche un possibile collegamento con un episodio avvenuto alla fine dello scorso anno.
Già allora Antonio De Luca era stato destinatario di un’intimidazione: alcuni colpi di pistola furono esplosi nei pressi della sua abitazione, senza provocare feriti. Un precedente che oggi assume un peso particolare e che potrebbe rappresentare il primo tassello di un’escalation culminata con il ferimento delle scorse ore.
Telecamere e bossoli al vaglio degli investigatori
Sul luogo dell’agguato sono intervenuti i militari che hanno eseguito i rilievi tecnici, sequestrando due bossoli e repertando diverse tracce di sangue all’altezza del civico 129 di via Suor Maria della Passione Beata.
Determinanti potrebbero rivelarsi le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della zona, già acquisite dagli investigatori, insieme alle testimonianze raccolte tra i residenti. L’obiettivo è identificare l’auto utilizzata dai due sicari e ricostruire il percorso seguito prima e dopo il raid.
Domande frequenti sull'agguato a Antonio De Luca
Ecco alcune domande comuni riguardo l'agguato a Antonio De Luca e il contesto in cui è avvenuto.
Chi è Antonio De Luca?
Antonio De Luca è un pregiudicato di 34 anni, originario di Barra, Napoli.
Cosa è successo durante l'agguato?
De Luca è stato ferito da quattro colpi d'arma da fuoco agli arti inferiori mentre rincasava.
Qual è l'ipotesi investigativa?
Si ipotizza che si tratti di un avvertimento della camorra, piuttosto che di un tentativo di omicidio.
Ci sono stati precedenti intimidatori?
Sì, De Luca era già stato destinatario di un'intimidazione con colpi di pistola esplosi vicino alla sua abitazione lo scorso anno.




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