Napoli – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata alle 3:23 della notte nell’area dei Campi Flegrei. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto un ipocentro molto superficiale, a circa 2 chilometri di profondità, con epicentro localizzato a circa 5 chilometri da Pozzuoli, nella zona della Solfatara.
Il terremoto è stato chiaramente avvertito dalla popolazione non solo nell’area flegrea ma anche in numerosi quartieri della città di Napoli, dove molte persone sono state svegliate nel sonno. Non si segnalano, al momento, danni a persone o cose.
Alla scossa principale è seguita, a distanza di un minuto, una replica di magnitudo 2.9. Poco dopo ne è stata registrata una terza, di magnitudo 1.6. L’attività sismica è proseguita anche nelle ore successive: alle 5:19 i sismografi hanno rilevato un ulteriore evento di magnitudo 1.3.
Già nella giornata di ieri, alle 13:54, era stata segnalata un’altra scossa considerata significativa, con magnitudo 2.9.
Il bollettino settimanale dell’Ingv
Nel frattempo, l’Ingv ha diffuso il bollettino settimanale sull’attività bradisismica dei Campi Flegrei, con dati aggiornati fino al 4 gennaio. Nel periodo di riferimento la sismicità è stata definita contenuta, con 28 eventi registrati e una magnitudo massima pari a 2.1 ±0.3. L’evento di magnitudo 2.9 registrato oggi, spiegano i ricercatori, sarà incluso nel prossimo bollettino settimanale insieme a tutta la sismicità rilevata a partire da questa data.
Per quanto riguarda la deformazione del suolo, il bollettino conferma una velocità media di sollevamento pari a circa 25 millimetri al mese. È stato inoltre rilevato un nuovo incremento di 5 millimetri dal sensore RITE, situato nell’area del Rione Terra, che porta il sollevamento complessivo a 22,5 centimetri a partire da gennaio 2025. Si tratta di dati riferiti alla stessa settimana di monitoraggio del bollettino.
Gli esperti sottolineano come variazioni anche rapide nelle velocità di sollevamento siano già state osservate in passato e non modifichino l’andamento generale del fenomeno, che resta complesso e non lineare. Lo stesso vale per il rapporto tra sismicità e deformazione del suolo: esiste una correlazione, ma non una proporzionalità diretta e rigida, proprio a causa della natura articolata del sistema vulcanico flegreo.
Dal punto di vista geochimico, infine, non emergono al momento elementi di particolare novità. Ulteriori approfondimenti sono attesi con la pubblicazione del prossimo bollettino mensile.
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Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
E un po preoccupante questa attivita sismica che ci sta riguardando, ma speriamo che non ci siano danni per le persone. I dati dell’Ingv sono utili ma bisogna rimanere allerta sempre.