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Istanbul – È un terremoto senza precedenti quello che scuote il calcio turco. Diciassette arbitri e il presidente di un club della Super League sono stati arrestati con l’accusa di aver scommesso su partite del campionato e di aver tentato di influenzarne i risultati. La notizia è stata confermata dalla procura di Istanbul, che ha emesso 21 mandati di cattura nell’ambito di un’indagine che si estende a dodici diverse città.
L’inchiesta, già definita “di proporzioni clamorose” dai media locali, segue le prime misure disciplinari adottate dalla Federcalcio turca, che aveva sospeso 149 tra direttori di gara e assistenti per periodi da otto a dodici mesi. Ma la dimensione del fenomeno è molto più ampia: secondo i dati emersi, su 571 arbitri analizzati, ben 371 avrebbero un conto scommesse attivo e 152 risulterebbero scommettitori abituali.
La procura, che per ora ha reso note solo le iniziali degli indagati, accusa uno dei presidenti della massima serie di aver tentato di “influenzare l’esito delle partite e delle competizioni”. Il caso rischia di travolgere l’intero sistema calcistico nazionale, minando la credibilità di un movimento già segnato da anni di scandali e sospetti. Intanto, la Federazione promette tolleranza zero e annuncia nuovi controlli a tappeto. Ma in Turchia, il sospetto è che la piaga delle scommesse nel calcio non sia che all’inizio del suo disvelamento.
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