LA SCELTA: esce oggi Nuestro Tiempo (ft Mario Ermito), la versione italo-spagnola del brano presentato a Sanremo

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Federica Annunziata

In un’era in cui le frontiere culturali vengono spesso erette come muri invalicabili, una vecchia hit italiana rinasce con un twist esplosivo, mescolando lingue e identità in un cocktail che fa saltare i confini più rigidi.

Un Ponte Esplosivo Tra Passato e Presente

“Nuestro Tiempo” non è solo una rielaborazione della canzone “Il Nostro Tempo” lanciata da La Scelta al Festival di Sanremo nel 2008; è una bomba musicale che sfida le epoche, portando temi di identità, diversità e convivenza dritti nel 2023. Questa versione italo-spagnola, in uscita venerdì 23 maggio su radio e piattaforme digitali, unisce la band con l’attore e cantante Mario Ermito in un duetto che non si limita a tradurre parole, ma le carica di nuova energia. “L’idea della versione italo-spagnola ci accompagnava da tempo – raccontano i membri de La Scelta – ma non trovavamo mai il momento giusto. Con Mario tutto è venuto naturale. Ci siamo scelti ancor prima di iniziare a collaborare”.

La Scintilla di Una Collaborazione Inaspettata

Per Mario Ermito, immerso nei set spagnoli, l’offerta di unirsi al progetto è stata come un fulmine che sconvolge la routine. Prendere parte a “Nuestro Tiempo” ha significato tuffarsi in un legame immediato con La Scelta, dove le voci si fondono in un caos creativo che non ammette mezze misure. “Quando Mattia e Francesco mi hanno proposto di cantare Nuestro Tiempo, ero incredulo. Ho accettato subito, emozionato. Durante una prova live la chimica è stata immediata: le nostre voci si sono completate”. E non è finita qui: la coppia sta già lavorando al primo album di Ermito, trasformando questa alleanza in una vera sfida alle convenzioni musicali.

Un Inno Ribelle Contro I Confini

Versando italiano e spagnolo in un’unica pentola bollente, “Nuestro Tiempo” diventa un grido di ribellione contro le barriere culturali, con versi che dipingono un’umanità allo sbando tra radici e migrazioni. Frasi come “Mi sento un africano metropolitano / Con ojos nuevos de oriental y un corazón che irá lejano / La mia casa è un altopiano al centro di Milano / E mi sento umano” non solo abbattono muri, ma schiaffeggiano chi ancora vede il diverso come una minaccia. Il ritmo sfrenato e le voci intrecciate di Mattia Del Forno e Mario Ermito trasformano la canzone in un manifesto sonoro, dove l’incontro non è un lusso, ma una necessità urgente.

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Federica Annunziata

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