Diego Armando Maradona oggi, 30 ottobre, avrebbe compiuto 64 anni. Nato nel 1960 a Villa Fiorito, un quartiere povero di Buenos Aires, “El Pibe de Oro” è diventato un simbolo immortale del calcio mondiale e un’icona indimenticabile per Napoli e l’Argentina. Scomparso il 25 novembre 2020, Maradona ha lasciato un’eredità unica, fatta di giocate straordinarie, passione e talento.
In Serie A, Maradona ha indossato la maglia azzurra del Napoli per 190 partite, segnando 81 gol. Durante la sua permanenza a Napoli ha conquistato due scudetti storici, una Coppa Italia, una Coppa UEFA e una Supercoppa Italiana, traguardi che hanno portato la città a consacrarlo come un vero e proprio dio del calcio.
Con l’Argentina, Maradona ha collezionato 91 presenze e 34 reti, con la celebre vittoria del Mondiale 1986 in Messico, un torneo dove il suo talento ha brillato come mai prima. Successivamente, tra il 2008 e il 2010, Maradona ha guidato l’Albiceleste come allenatore, portando la squadra ai Mondiali in Sudafrica.
«Maradona Lo Spettacolo» in scena a ottobre al Teatro Palapartenope
NAPOLI – Non un semplice musical, ma un’opera teatrale ambiziosa e contemporanea che promette di restituire al pubblico la grandezza, le contraddizioni e l’energia di Diego Armando Maradona. “Maradona Lo Spettacolo” debutterà a ottobre al Teatro Palapartenope, con una produzione che punta a fondere linguaggi diversi in un racconto scenico senza precedenti.
Sul palco si alterneranno trenta artisti tra attori, ballerini, acrobati e cantanti, chiamati a costruire una drammaturgia originale che intreccia parola, movimento e musica. Le coreografie e le scenografie, annunciate come elementi centrali dell’allestimento, accompagneranno lo spettatore in un viaggio emotivo che va oltre la dimensione sportiva per esplorare il mito e l’uomo.
Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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