Il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Spp, Aldo Di Giacomo, ha annunciato l’inizio di uno sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza carceraria in Italia.
Partendo dal carcere di Poggioreale a Napoli, Di Giacomo intraprenderà un “viaggio” attraverso diverse carceri italiane per evidenziare la difficile situazione in cui versa il sistema penitenziario del Paese.
La protesta, che lo condurrà da Napoli a città come Bologna, Padova, Milano e Firenze, si concluderà con un appello diretto al presidente della Repubblica affinché si intervenga per migliorare le condizioni all’interno delle carceri e ridurre il numero di detenuti.
Di Giacomo denuncia il disinteresse dell’amministrazione penitenziaria, del Governo e dello Stato riguardo a questa problematica. Con 29 detenuti e tre poliziotti che si sono suicidati dall’inizio dell’anno, il segretario Spp sottolinea la necessità di riforme che favoriscano le misure alternative alla detenzione e che riducano il sovraffollamento nelle carceri.
L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare un maggior impegno da parte delle istituzioni verso il mondo carcerario, con l’auspicio che il presidente della Repubblica possa essere il catalizzatore di questo cambiamento.
“La situazione delle carceri campane è disastrosa ma l’intera situazione delle carceri in Italia lo è – ha spiegato Di Giacomo – La cosa che preoccupa di più è il disinteresse da parte dell’amministrazione penitenziaria, del Governo e dello Stato in generale. E’ iniziato oggi uno sciopero della fame che mi porterà per tutte le carceri della penisola, oggi Napoli, domani Bologna, Padova, Milano, Firenze e poi a continuare e che terminerà davanti alla Presidenza della Repubblica per chiedere più interventi e più interesse nei confronti del mondo carcerario”.
“C’è bisogno di deflazionare e diminuire il mondo dei detenuti e di fare norme che vadano a rivedere gli accessi al carcere con un maggiore ricorso alle misure alternative. Serve più interesse verso questo mondo e lo chiederemo all’unico garante, il presidente della Repubblica”.
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