Il sottufficiale di macchina Raffaele Raia, proveniente da Torre del Greco e con un’esposizione all’amianto per oltre 40 anni, ha ottenuto il diritto al prepensionamento e alla rivalutazione della sua pensione.
Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato l’Inps a concedere al lavoratore una maggiorazione mensile di 500 euro sulla pensione, insieme a una rivalutazione e liquidazione per gli ultimi 10 anni. Raia, nel 2019, ha sviluppato “ispessimenti pleurici”, una patologia asbesto-correlata accertata dall’Inail a causa dell’esposizione alle fibre e polveri di amianto durante le sue attività lavorative sia nella Marina Mercantile che presso la Costa Armatori.
La sentenza favorevole è stata ottenuta grazie al ricorso presentato da Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha commentato: “Questa sentenza rappresenta un importante punto di partenza per un cambiamento tangibile nella cultura della sicurezza del lavoro, affinché nessun altro lavoratore debba lottare per ottenere i propri diritti fondamentali.”
Questa decisione giudiziaria sottolinea l’importanza di garantire la protezione e i diritti dei lavoratori esposti a sostanze nocive sul luogo di lavoro.
Torre del Greco, marciapiedi trasformati in discarica abusiva: due denunce
Torre del Greco - I marciapiedi a ridosso del centro storico di Torre del Greco stavano diventando una discarica abusiva di materiali inerti e rifiuti speciali. Un'azione eco-criminale che non ha fatto i conti con l'intensificazione dei controlli disposta dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella e coordinata dal comando di polizia municipale del dirigente…
Villa Sora a Torre del Greco: emergono nuovi ambienti e decorazioni dall’eruzione del 79 d.C.
Dopo oltre trent’anni dalle ultime ricerche sistematiche, Villa Sora, nel comune di Torre del Greco, torna a offrire nuovi spunti sulla vita e sull’architettura di una delle più importanti ville marittime del Golfo di Napoli. Le indagini archeologiche avviate nel novembre 2025 dal Parco archeologico di Ercolano stanno restituendo ambienti finora inesplorati e preziosi apparati decorativi, suggerendo una storia complessa interrotta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
Le nuove ricerche si sono concentrate sul fronte nord-orientale della villa, dove un ambiente di appena dieci metri quadrati ha restituito pareti decorate con fondo scuro, fasce in rosso cinabro, aironi attorno a un candelabro dorato e un soffitto ornato da ghirlande, fregi e figure mitologiche, tra cui grifi e un centauro in movimento. Frammenti di capitelli in marmo bianco, ciste in piombo finemente decorate e altri elementi architettonici indicano chiaramente l’esistenza di un cantiere attivo al momento della catastrofe, trasformando la stanza in un deposito di materiali destinati a interventi edilizi in corso.
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