Calcio

Serie A: il diritto di intesa e il limite delle 20 squadre

Condivid

La Lega Serie A ha respinto a vasta maggioranza la proposta delle big di ridurre il numero delle squadre partecipanti al campionato: è stato applicato il diritto di intesa.

Adriano Galliani spiega che questo potrebbe portare a discriminazioni e favoritismi nella selezione delle squadre partecipanti al campionato. Attualmente si schiera dalla parte delle medie-piccole con il suo Monza.

Il tentativo della Juventus, Milan e Inter, al quale si è aggiunta anche la Roma, di ridurre le squadre del massimo campionato da 20 a 18, è stato bocciato in maniera schiacciante durante l’assemblea di Lega. 16 voti contrari hanno superato i 4 favorevoli dei club proponenti. Anche altre tre società della zona alta della classifica (Napoli, Lazio e Fiorentina) hanno deciso di non accettare l’ipotesi, sostenendo le medie-piccole e decretando definitivamente la fine del progetto di cambiamento del format.

Adriano Galliani, Ad del Monza, ha espresso la sua critica nei confronti del diritto di intesa, sostenendo che sarebbe gravissimo che la Lega non lo abolisca. Il diritto di intesa è sostanzialmente il potere di veto su qualsiasi modifica all’ordinamento federale del calcio italiano.

Le società medie-piccole hanno tutto l’interesse a mantenere il massimo numero possibile di posti nella serie di appartenenza, al fine di garantire i diritti TV e altri introiti. D’altro canto, le big preferirebbero limitare il numero di squadre, fino a tornare anche a 16 squadre, ma appare difficile che ciò avvenga nella situazione attuale.

Federica Annunziata

Contribuisce al lavoro editoriale con una passione per la scrittura e una forte curiosità verso le storie del territorio. Federica Annunziata esplora con uno sguardo attento le diverse sfaccettature della Campania, cercando di trasmettere informazioni in modo chiaro e coinvolgente. Il suo approccio equilibrato la porta a raccontare le cronache locali con una prospettiva che valorizza sia i fatti che le emozioni delle persone che li vivono.

Pubblicato da
Federica Annunziata