Siglato accordo di collaborazione per le ‘attività di formazione, addestramento, ricerca e sperimentazione nel campo dell’impiego dei droni e sue applicazioni’.
L’Università degli Studi di Napoli Parthenope e l’Accademia Aeronautica proseguono nel percorso di collaborazione già avviato da anni, siglando un accordo per le ‘attività di formazione, addestramento, ricerca e sperimentazione nel campo dell’impiego dei droni e sue applicazioni’.
A siglare l’accordo il Rettore, prof. Antonio Garofalo, accompagnato dal Prorettore, prof. Enrico Marchetti e dal prof. Massimiliano Lega ed il Generale di Divisione Aerea Luigi Casali, accompagnato dal Col. AArnn Andrea Placenti – Direttore degli Studi e dal Col. AAran Marco Attanasio – Capo Dipartimento Rapporti con l’Università.
‘Con la firma di oggi consolidiamo una collaborazione che va avanti già da tempo nel settore dronico – ha sottolineato il Generale Casali – e che ha portato già significativi risultati. In un contesto in continuo cambiamento, queste attività di addestramento e formazione rivestono particolare importanza’.
‘Speriamo che questo accordo sia solo il primo passo di una collaborazione che potrà estendersi in tanti altri campi – ha poi aggiunto il Rettore Antonio Garofalo – nello spirito di collaborazione e complementarietà con gli altri Atenei della Campania’.
La firma odierna giunge dopo un percorso lungo ed articolato che ha mosso i primi passi grazie al lavoro congiunto tra l’Accademia e il ‘Laboratorio Integrato di Monitoraggio Ambientale Avanzato ed Ingegneria Ambientale Forense’ diretto dal prof. Lega ed afferente al Dipartimento di Ingegneria che ha portato a significativi risultati nelle attività di monitoraggio ambientale della cosiddetta ‘Terra dei Fuochi’.
Un accordo quadro il cui primo obiettivo è quello di accrescere il know-how dei frequentatori dell’istituto in tema di sistemi di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (ISR) basati su dati raccolti dai satelliti, aeromobili pilotati e a pilotaggio remoto, finalizzati anche a domini di interesse civile quali, ad esempio, la tutela dell’ambiente e la protezione civile.
Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
Terra dei Fuochi, Ciciliano: “Droni e intelligenza artificiale per il monitoraggio, modello Calabria”
Nuove tecnologie contro gli sversamenti illegali e gli incendi dolosi nella Terra dei Fuochi. È la linea tracciata dal commissario di governo per la riqualificazione delle periferie, Fabio Ciciliano, al termine del tavolo tecnico che si è tenuto oggi a Caivano. Al centro del vertice la necessità di rafforzare la videosorveglianza nei territori più colpiti delle province di Napoli e Caserta. “Prenderemo come riferimento – ha spiegato Ciciliano – l’esperienza della Regione Calabria, che negli anni ha messo a punto un sistema basato su droni e intelligenza artificiale, considerato oggi una best practice a livello europeo”. L’obiettivo è duplice: potenziare l’azione delle forze dell’ordine attraverso strumenti tecnologici avanzati e trasformare la gestione del fenomeno da emergenziale a strutturale. “Droni e telecamere – ha aggiunto – permetteranno alle diverse forze di polizia di lavorare in maniera sinergica e più efficace. Ma è fondamentale anche il monitoraggio sanitario, perché non basta rimuovere i cumuli di rifiuti abbandonati: bisogna impedire che vengano creati di nuovo”. Il commissario ha sottolineato la necessità di un approccio integrato che coinvolga enti locali e cittadini: “Serve un sistema di civiltà nello smaltimento dei rifiuti e nel conferimento in discarica. Solo così sarà possibile ridurre il fenomeno in modo concreto e restituire sicurezza e dignità ai territori della Terra dei Fuochi”.
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