Arzano – Palazzine popolari di via Tavernola, il clan si blinda. Telecomandi e chiavi fatte trovare nella cassetta della posta dei residenti.
Sta facendo discutere e non poco la presenza di reti divisorie verdi e il motore elettrico al cancello d’ingresso (nella foto) nell’agglomerato di case popolari di proprietà del comune di Arzano.
Anche perché, essendo bene comunale chi ha deciso dalla sera alla mattina di installare il motore e chiudere così l’accesso ad estranei avrebbe dovuto comunicarlo all’ente di piazza Cimmino unico gestore autorizzato.
Proprio le palazzine ex terremoto, nei mesi scorsi sono finite al centro di una mega inchiesta della Procura partita da informative della Polizia locale dove si sarebbe riscontrato che una buona parte di residenti sarebbero occupanti senza titolo con alcuni di loro legati a doppio filo proprio ai clan locali.
Nel parcheggio degli alloggi popolari, i carabinieri avrebbero rinvenuto anche auto rubate. Insomma, arresti e inchieste non hanno fermato la malavita locale che cerca comunque di radicarsi nei suoi fortini abitati, comunque, anche da parsone perbene vittime di questi veri e propri aguzzini.
Ora, bisognerebbe capire chi sono gli occupanti e quali i rapporti di parentela con gli Amato-Pagano e non solo. Il comune avrebbe emesso apposita ordinanza per la riapertura del cancello ad oggi rimasta inevasa come per gli abusi dei boss in via Zanardelli e via Vittorio Emanuele.
C.G.
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L’episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16.30, nei pressi di un bar in via Forche Caudine, a Maddaloni, in provincia di Caserta. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, la vittima, un ragazzo di 14 anni che si trovava in compagnia di un amico, sarebbe stata avvicinata da due coetanei. Dopo la minaccia con un’arma da taglio, i due si sarebbero impossessati dei suoi effetti personali per poi allontanarsi rapidamente.
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