I Carabinieri della Stazione di Teverola, comandati dal maresciallo Amedeo Scialdone, hanno dissequestrato il conto corrente bancario di 25.000 euro del Comitato festeggiamenti della Parrocchia della Madonna di Casaluce e lo hanno restituito al suo legittimo titolare, il parroco del Santuario Santa Maria ad Nives.
Questa la decisione eseguita su ordine del Pubblico Ministero del Tribunale di Napoli Nord, il dott. Francesco Persico, che ha accolto la richiesta dei legali del sacerdote, gli avvocati Raffaele e Gaetano Crisileo. Qualche mese fa’ la Procura Normanna (dopo indagini acquisizione di documenti), sequestro’ il conto corrente intestato al maresciallo della Guardia di Finanza Giuseppe Carione, ex presidente delegato del comitato di Casaluce e gli notifico’ l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Ora e’ prossima la fissazione dell’udienza preliminare. Intanto durante le indagini sempre il Pubblico Ministero aveva chiesto al Giudice la misura degli arresti domiciliari per Giuseppe Carione e dopo il non accoglimento della richiesta del GiP ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame di Napoli.
Parte offesa un prete di Casaluce che ha subito un pressante stalking dall’ ex militare accusato di estorsione, appropriazione indebita e di violenza privata.
A breve il sottufficiale Giuseppe Carione dovra’ comparire dinanzi al Giudice per l’Udienza Preliminare, difeso dall’avv. Alfonso Quarto. Sara’ il nuovo Giudice a pronunciarsi sulle accuse mosse dalla Procura e dei difensori del parroco del Santuario di Casaluce che, esasperato dai comportamenti vessatori del militare, attraverso gli avvocati Crisileo invio’ ben sei querele contro Giuseppe Carione.
I reati contestati dalla Procura normanna vanno dall’estorsione all’appropriazione indebita allo stalking e alla violenza privata. La storia inizia piu’ di un anno fa’ quando Carione venne rimosso, contro la sua volonta’, dalla carica di presidente delegato del comitato festeggiamenti della Madonna di Casaluce e spuntarono manifesti di protesta per l’intera citta’ contro il parroco.
Un vero e propria persecuzione – secondo l’accusa – con un unico bersaglio : colpire il sessantaquattrenne prete che fu costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. Alla fine il prete si rivolse alla magistratura tramite i suoi legali gli avvocati, Raffaele e Gaetano Crisileo, che ottennero il sequestro del conto corrente del disciolto comitato del quale Carione si sarebbe appropriato.
Cio’ nonostante il comportamento di stslking del militare e’ continuato cercando di screditare il sacerdote dinanzi ai fedeli; poi Carione inoltro’ anche un ricorso d’urgenza al Giudice civile per ottenere l’annullamento della cancellazione del comitato fatta dal prete. Ma il Presidente dott. Rabuano rigetto’ la sua richiesta e lo condanno’ anche al pagamento di 5000 euro per le spese legali.
Casaluce, colti in flagrante mentre sversavano rifiuti. Sequestrata l’area e ritirata la patente
Casaluce– Un controllo mirato si trasforma in un blitz contro l’illegalità ambientale. I Carabinieri Forestali del Nucleo di Marcianise hanno messo fine all’attività illecita di due persone, sorprese in flagranza di reato mentre sversavano rifiuti in una campagna di Casaluce. Un’azione che ha portato non solo alla loro denuncia, ma anche a quella del proprietario…
Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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