

Il Presidente della VII sezione penale del Tribunale di Napoli, Collegio C, la Dott.ssa Marta Di Stefano, in data 18 maggio 2022 ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari per Raffaele Tortoriello ex Primario facente funzioni dell’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli.
Il medico era rimasto coinvolto nella vicenda giudiziaria risalente al novembre 2020, per la quale gli vengono contestati i reati di concussione e di falso, in quanto la Procura ritiene che abbia convinto alcune pazienti del precitato Istituto ad operarsi presso la Clinica “Posillipo”.
L’avvocato Antonio Masullo, in qualità di unico difensore del Tortoriello, nel ribaltare completamente la precedente linea di difesa, sta continuando ad evidenziare le diverse slabbrature della vicenda giudiziaria.
Il legale dichiara: “Il provvedimento è arrivato in accoglimento parziale dell’istanza di revoca degli arresti domiciliari da me presentata alcuni giorni fa.”
La richiesta metteva in luce come il rischio di inquinamento probatorio, che motivava la misura restrittiva illo tempore disposta dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, fosse venuto meno per due motivi.
In primo luogo perché i soggetti indicati nel precedente atto non erano stati inseriti nella lista testi dell’Accusa e della difesa di Tortoriello, né dalle altre parti processuali, come verificabile dalla lettura delle liste testi versate nel fascicolo processuale e ammesse dal Tribunale.
In secondo luogo perché la rilevanza della situazione di pericolo cautelare, in realtà, era obiettivamente diversa da quella del 12 gennaio 2021, anche perché, il processo che si sta celebrando è giunto ad un’adeguata maturazione dibattimentale, tale da far venir meno le suddette esigenze cautelari.
Si tratta di un primo importante risultato nella direzione del chiarimento della posizione del mio Assistito, favorita anche da quella che considero un’esemplare condotta garantista del Collegio Giudicante.
Nonostante il percorso giudiziario del Dott. Tortoriello sia ancora lungo, per mettere adeguatamente luce sulla sua reale condotta, pongo assoluta fiducia nel lavoro dei magistrati giudicanti, finalizzato alla sola emersione della verità dei fatti”.
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