Un tripudio di bandiere gialle con il numero 46: l’ultimo di pista con le di Valentino Rossi è poesia.

Nell’ultima gara in sella ad una non ce n’è per nessuno, oggi  sul circuito di Valencia c’era solo il dottore. E’ stato l’ultimo a lasciare il circuito di Valencia, al termine della gara della MotoGP.

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Il 9 volte campione del mondo ha voluto salutare così, con un d’onore in solitaria, i 70mila accorsi al Ricardo Tormo per omaggiare il suo addio al motomondiale. Sugli spalti una marea di bandiere gialle, con il numero 46. Nel box Yamaha, intanto, le telecamere inquadravano le lacrime di commozione della compagna Francesca Sofia Novello, che a breve gli darà una figlia.

Quando Valentino e’ rientrato nel suo box, dove lo attendevano la compagna Francesca Sofia Novello, gli occhi rossi di commozione, il fido Alessio ‘Uccio’ Salucci e l’amico Cesare Cremonini, i meccanici gli hanno intonato prima il coro ‘Vale uno di noi’ e poi ‘ho visto Valentino’, sulle note di ‘ho visto Maradona’, mentre lui dettava il tempo. “Vale vuole cosi’, che ci divertiamo” ha detto Uccio. E festa e’ stata, almeno davanti alle telecamere, nel segno leggero e ironico che ha guidato i 26 anni della sua carriera. Anche il clima delle foto con il team Yamaha, circondato da Quartararo, Franco Morbidelli e Andrea Dovizioso ha avuto il sapore goliardico da ultimo giorno di scuola. Cremonini meglio di tutti ha sintetizzato lo spirito della giornata: “Oggi non finisce qualcosa, ma comincia una nuova avventura”. Le voci dicono che sara’ a quattro ruote, anche se non ai livelli agonistici del motociclismo. Intanto c’è l’oggi: “Pian piano capirò che ho smesso, ma per ora la vivo solo come l’ultima della stagione. Mi sono divertito, magari smetto anche l’anno prossimo” ha detto Rossi.

Sembrava che questo momento non dovesse arrivare mai. Invece alle 14,41 di una domenica di metà novembre, sotto il sole di Valencia, un’era si è chiusa quando Valentino Rossi ha tagliato l’ultimo traguardo. Decimo, la stessa posizione dalla quale era partito. Voleva chiudere da pilota vero e ci è riuscito: “Sono contento di aver fatto una bella gara. Ho chiuso nei 10 migliori piloti del mondo. Sono fiero delle mia ultima. Quasi quasi smetto anche l’anno prossimo…”, le sue parole dopo una chiusura in stile divo rock.

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Sul traguardo è tripletta Ducati, con la strepitosa vittoria di Francesco Bagnaia, ‘figlioccio’ del numero 46, frutto più maturo della Riders Academy, voluta e creata dal campione di Tavullia per allevare i talenti motociclistici italiani. Scudieri sul podio lo spagnolo Jorge Martin (autore della pole, ma reduce da una notte in preda a problemi intestinali) e l’australiano Jack Miller. “Con un casco così potevo solo vincere” ha commentato Bagnaia, dopo avergli dedicato il podio. In testa al ducatista, infatti, l’integrale bianco con la scritta ‘Che Spettacolo’, replica di quello ‘coniato’ per il titolo 2004. “La mia gara e’ per lui, per tutto quello che ha fatto per noi dell’Academy. Volevo fargli questo regalo” ha aggiunto. Una domenica che ha galleggiato sulle emozioni, scese a ondate dagli spalti del ‘Ricardo Tormo’, gialli per le bandiere sventolate dai 70mila accorsi per poter raccontare ‘io c’ero’ all’ultima di Valentino. E lui li ha salutati con un d’onore solitario, dando il cinque a commissari e stewards. Poco prima anche il neocampione del mondo Fabio Quartararo lo aveva omaggiato, girando con un drappo giallo. Peccato che a Valencia non ci fosse Marc Marquez. Sarebbe stata l’occasione perfetta per firmare la pace definitiva tra due giganti dello sport. Una giornata che avrebbe potuto scioglierci nella malinconia si è invece trasformata in festa, in stile quasi rock, come quando Rossi ha fatto ‘stage diving’ sulle mani dei tanti accorsi nel paddock: “Era il mio sogno imitare Jim Morrison”.

 

Valentino Rossi apre e chiude un corteo leggendario partito il 31 marzo del 1996, mentre passa il traguardo venticinque anni dopo, a Valencia.Incorniciato da tutti i piloti, che racconteranno ai nipoti di aver assistito alla sua ultima gara. Un assedio a bordo pista.

Fabio Quartararo ha avuto l’accortenza di vincere prima, a Misano, godersi la sua festa altrove e poi togliersi di mezzo in tempo per le celebrazioni. Sfila pure lui, il campione del mondo, con la bandiera 46. Si inchina alla fine, Vale. Al traguardo è partita la festa: la gente salta. Gli cantano “Oh mammà, ho visto Valentino”, come facevano per Maradona. Non è un Gran Premio, a Valencia. E’ un festival rock, una Woodstock. The last dance, per aggiornare la mitologia comunicativa. “Rossi c’è”, ribadito come un mantra.

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