Al centro dell'inchiesta sui 350mila euro sequestrati a casa dell'operaio custode delle mazzette c'è la società Teknoservicce di Giugliano e il direttore Giuseppe Spacone ma anche l'imprenditore Vincenzo izzo di Torre del Greco


I 350mila euro delle mazzette erano divisi in due borsoni. Servivano a pagare- secondo la Procura di Napoli-tangenti per accaparrarsi appalti nel settore dei rifiuti.
Al centro dell’inchiesta c’è la società Teknoservice di Giugliano, già coinvolta in altre inchieste e i cui mezzi furono incendiati qualche anno fa nella sede di Mugnano di Napoli.
Non a caso 100 mila dei 350mila euro sequestrati erano riconducibili, sostiene la Procura, a Giuseppe Spacone, direttore generale della Teknoservice. I soldi erano contenuti in due borsoni: uno conteneva 250 mila euro ed erano soldi che sarebbero dovuti servire per pagare chi aveva già votato per i candidati designati. Altri 100mila euro sarebbero invece serviti per pagare tangenti e accaparrarsi una fetta di appalti nella gestione dei rifiuti.
Questa l’ipotesi che questa notte ha spinto la procura di Napoli a firmare un decreto di sequestro beni per equivalente in un appartamento anonimo di un operaio, Ciro Gentile, di Portici. Era lui il custode di quelle potenziali ‘mazzette’, somme in contanti che non avrebbero lasciato traccia e che all’occorrenza sarebbero state prelevate.
Altri due gli indagati. Il primo e’ Vincenzo Izzo, imprenditore di Torre del Greco, titolare della pescheria Don Do’ noto come pisiell che deve rispondere di voto di scambio per elezioni già passate e non per quelle che si terranno a Napoli domenica e lunedì. Era agli arresti domiciliari dall’aprile scorso per una inchiesta sul voto di scambio a Torre del Greco che vede coinvolto il consigliere comunale Mario Buono, eletto nella lista “Forza Torre”.
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Voto di scambio a Torre del Greco: si dimette il consigliere Buono
I 100mila euro sarebbero di Giuseppe Spacone, imprenditore di Giugliano che si occupa della raccolta di rifiuti nell’area Nord. Secondo l’ipotesi della Procura di Napoli i soldi sarebbero serviti anche per pagare tangenti per accaparrarsi appalti.
In serata, a Napoli, Torre del Greco e Portici, nel Napoletano, i carabinieri hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip di Napoli, su richiesta del pm Mariella Di Mauro e dell’aggiunto Giuseppe Lucantonio, a carico di 3 indagati, a vario titolo, di fraudolento trasferimento di valori e Riciclaggio.
L’indagine ad agosto scorso e’ partita dopo il sequestro di una cospicua somma di denaro contante nell’abitazione di uno degli indagati, 350.050 euro, custoditi per conto degli altri due per eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale e di agevolare la commissione di altri reati.
I due sono anche indagati per associazione per delinquere finalizzata a plurime ipotesi di turbative d’asta, turbata liberta’ del procedimento di scelta del contraente, corruzione, concussione consumata, associazione a delinquere finalizzata alla compravendita di voti elettorali
Un’isola pedonale trasformata, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, in un parcheggio a cielo aperto.… Leggi tutto
Napoli si prepara a dare un nuovo volto al suo salotto più celebre. Il Prefetto… Leggi tutto
Napoli - Un fortino blindato per la vendita al dettaglio, una rete di corrieri pronti… Leggi tutto
Roccamonfina - È durata solo pochi minuti la fuga con un bottino da 70mila euro.… Leggi tutto
Napoli– «Non posso accettare che la sua morte venga ridotta a un semplice episodio di… Leggi tutto
L'Italia non può permettersi di restare ancora una volta fuori dalla Coppa del Mondo. Antonio… Leggi tutto