Il Tribunale di Napoli Nord ha assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, "perche' il fatto non sussiste", gli imprenditori Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli del senatore Luigi Cesaro,


Camorra. Il Tribunale di Napoli Nord ha assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, “perche’ il fatto non sussiste”, gli imprenditori Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli del senatore Luigi Cesaro, difesi dall’avvocato Vincenzo Maiello.
Aniello Cesaro e’ stato condannato a sei anni, per l’accusa di falso. “I due imprenditore sono stati sottoposti per 4 anni a misure cautelari, di cui i primi due anni in carcere”, ricorda il prof. Maiello che aggiunge: “prendiamo atto, con grande soddisfazione, che il Tribunale di Napoli Nord ha certificato la contrarieta’ ai fatti di un’accusa cosi’ grave che ha creato tanta sofferenza personale familiare ed economico-imprenditoriale ai miei assistiti.
Dobbiamo riconoscere al Tribunale di aver emesso una decisione in piena autonomia e autonomia di giudizio, nonostante una campagna mediatica che aveva sin dall’inizio raccontato enfaticamente la vicenda, alimentando un forte e diffuso pregiudizio nei confronti degli imputati”.
Con riferimento alla condanna di Aniello Cesaro per il delitto di falso, Maiello ha detto di “confidare nell’assoluzione in grado di Appello”. Il collegio giudicante (composto dal presidente Francesco Chiaromonte e dai giudici Marina Napolitano e Luca Rossetti) ha anche ritenuto di non doversi procedere nei confronti dei due imprenditori, per intervenuta prescrizione, in relazione ad alcune contravvenzioni.
Il Tribunale di Napoli Nord ha condannato anche l’imprenditore di Marano, Antonio Di Guida (7 anni di reclusione) e il tecnico Oliviero (10 anni di reclusione). Assolti, infine, gli imputati Salvatore Polverino e Antonio Visconti. Al termine della requisitoria, nell’ambito del processo sul piano per gli insediamenti produttivi di Marano di Napoli, la DDA (i sostituti procuratori Mariella Di Mauro e Giuseppe Visone) chiese 12 anni di reclusione per Aniello e 8 anni e 6 mesi per Raffaele Cesaro; per il costruttore Antonio Di Guida 8 anni, per l’ingegnere Oliviero Giannella 12 anni, per Salvatore Polverino 4 anni e 8 mesi e per Antonio Visconti 3 anni e 4 mesi.
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