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I retroscena dell’inchiesta e dell’arresto del boss Antonio Abbinante, dei due nipoti e altri tre affiliati fermati prima di un omicidio “d’onore”

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Un matrimonio sfarzoso con tanti invitati, un numero imprecisati di famosi cantanti neo melodici e tanti regali importanti: buste con denaro contante fino a 10mila euro.

E’ uno dei retroscena che emerge dall’indagine che ieri ha portato in carcere il boss Antonio Abbinante, e altri 5 affiliati accusati di aver programmato l’omicidio e l’occultamento del cadavere di un uomo di Scampia “colpevole” aver aver intrecciato una relazione extraconiugale co la moglie di un detenuto loro affiliato.

Dalle 448 pagine dell’ordinanza cautelare emerge anche lo spaccato di una camorra “gradassa e spaccone” che si vanta di rispetto, consenso che riceve in occasione delle nozze del figlio del boss Antonio Abbinante.

I destinatari dei provvedimenti di ieri sono il boss Antonio Abbinante, suo nipote Raffaele (figlio del fratello Francesco), Antonio Esposito (figlio del boss Giovanni “’o muort”), Salvatore Morriale, Paolo Ciprio  e Arcangelo Abbinante, anche lui nipote di Antonio e, come Raffaele, elemento di spicco del clan. Raffaele, preso a Villaricca, viene contestata l’associazione per delinquere di tipo mafioso, ma non il tentato omicidio, che invece, viene ritenuto sussistente per i restanti cinque.

Dalle conversazioni che la Squadra Mobile di Napoli (diretta da Alfredo Fabbrocino) e la DDA (sostituto procuratore Maurizio De Marco) sono riusciti a intercettare l’8 ottobre 2020, e che sono contenute nell’ordinanza cautelare si racconta delle nozze di Raffaele Abbinante, 26 anni, rampollo dell’omonima famiglia malavitosa di Scampia.

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Il matrimonio di Raffaele Abbinante sancisce anche il suo ritorno “in patria” – a Scampia – da reggente. Fino a quel momento era rimasto nella provincia dell’impero “scissionista”, Marano, comune dell’hinterland a nord del capoluogo partenopeo, proprio per volere dei vertici della famiglia.

Il giorno successivo il matrimonio, Raffaele viene captato mentre parla con un uomo: proprio da questa conversazione si evince che, dai regali ricevuti, anche “buste” (denaro contante) con 10mila euro, lui era considerato un uomo degno di rispetto dagli altri clan della Camorra napoletana e non solo.

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Raffaele: “Pero’, sono venuti tutti quanti, eh!” Uomo: Guaglio’ (ragazzo, ndr) hai un rispetto enorme! Li abbiamo schiattati in corpo quelli la’… Mugnano 10mila”. Una conversazione dello stesso tenore, Raffaele Abbinante, la tiene anche il 10 ottobre 2020. Dalle intercettazioni si deducono i nomi di molti invitati “di caratura” molti dei quali, oltre alle cospicue “buste” e ai regali di valore, hanno offerto allo sposo le prestazioni canore di diversi e notissimi cantanti neomelodici.

(nella foto un momento dell’arresto a Scampia e nei riquadri a partire da sinistra Antonio Esposito. Arcangelo Abbinante, Antonio Abbinante, Salvatore Morriale, Paolo Ciprio)


Di La Redazione



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