“A Napoli su 110 del circa 75 potrebbero lasciare. Significherebbe fare solo trasporto in ospedale e non curare piu’ le persone all’arrivo sul posto”.

Lo ha detto , direttore del a Napoli e coordinatore della Campania, spiegando l’intenzione di molti di lasciare l’emergenza dopo la sentenza che impone loro di restituire i compensi integrativi degli ultimi anni. “Non togliendo dignita’ all’infermiere – spiega Galano – devo pero’ ricordare che non puo’ fare per legge la diagnosi e la terapia, quindi a quel punto tutti coloro che chiamano il verranno trasportati in ospedale. Lo dico anche come esortazione ad avere attenzione a questo problema che non puo’ limitarsi a integrare indennita’ per il futuro ma deve risolvere assolutamente il recupero del pregresso che si aggira a circa 100.000 euro a medico”.

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E poi aggiunge: “Non si puo’ ripagare una classe professionale come i del in questa maniera, credo che tutti abbiamo giudicato questi uomini come eroi e ora li trattiamo come evasori”. Galano poi sottolinea che “fermo restando che sono convinto che ci sia un problema burocratico amministrativo che si puo’ risolvere, la mancanza del medico del potrebbe aggravare i problemi del pronto soccorso, cosa che un sistema messo alla prova dal covid non potrebbe sopportare. Cito un dato: solo l’anno scorso abbiamo curato circa 20.000 interventi, tra cui molti covid, curato sul posto senza portarli in ospedale. Questo filtro fondamentale che ha fatto il se dovesse venire meno ci metterebbe davvero in difficolta’. Forse una soluzione potrebbe essere cambiare lo status dei medici del 118, non piu’ convenzionati ma assunti dalle Asl, in modo di dare diritti e piena stabilita’ ai loro compensi”.

 



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