Coronavirus, al Ceinge di Napoli si studia la ‘super variante’ scoperta dall’Università Bicocca di Milano.
Il centro di biotecnologie avanzate dell’Università Federico II di Napoli sta seguendo le mutazioni del virus scoperte in una paziente di Novara. “Stiamo sequenziando la variante che ha insieme mutazioni isolate dalla variante nigeriana e da quella inglese. Ora la analizzeremo per capire la capacita’ di penetrazione nell’uomo, le sue performance”. Ha detto Massimo Zollo, professore di genetica al Ceinge, il centro di biotecnologie avanzate dell’Universita’ Federico II di Napoli, sulla variante in corso di studio, scoperta dall’Universita’ Bicocca di Milano in una paziente di Novara. “Lo studio parte – spiega Zollo – da come la proteina spike stia mutando, in particolare guardando le sue reazioni con il recettore angiotensina 2 che le permette di entrare nel corpo umano. L’interazione della proteina spike e’ fondamentale, perche’ i vaccini sono disegnati proprio per bloccarla. Noi ricercatori siamo convinti che stiamo osservando solo la parte emersa dell’iceberg, ma sotto ce ne sono altre che possono esplodere, per questo devono essere tracciate. Io pero’ resto ottimista, se riusciamo a raggiungere il 90% di vaccinazione della popolazione e isoliamo le nuove varianti potremo tutti tornare a una nuova vita”.
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Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.
Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.
Napoli – Si chiude con un verdetto drammatico il consulto medico all'ospedale Monaldi per il bambino ricoverato nel reparto di cardiochirurgia pediatrica. Le condizioni cliniche del piccolo paziente non sono compatibili con un secondo trapianto di cuore. È questa la conclusione raggiunta dagli specialisti provenienti dalle principali strutture sanitarie italiane che si occupano di trapianti…
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