Napoli, tenta una truffa all’ufficio postale: arrestato 22enne a San Giovanni
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, durante il servizio di controllo del territorio, sono intervenuti presso l’ufficio postale di via delle Repubbliche Marinare poiché era stata segnalata una persona in possesso di documenti falsi.
I poliziotti, giunti sul posto, hanno fermato un uomo che aveva tentato di ritirare del denaro allo sportello utilizzando una carta d’identità e un codice fiscale risultati falsi, intestati ad una persona straniera che gode del reddito di cittadinanza.
L’uomo, sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici, è stato identificato per Nasrdin Zdiri, 22enne tunisino con precedenti di polizia e irregolare sul territorio nazionale, ed è stato arrestato per possesso di documenti di identificazione falsi e tentata truffa aggravata.
Napoli, file di curiosi e sfollati davanti al Teatro Sannazaro distrutto dal rogo
Il giorno dopo l’incendio, davanti al teatro Sannazaro resta un silenzio carico di incredulità. In via Chiaia, nel cuore di Napoli, si alternano curiosi, turisti, giornalisti e residenti che osservano ciò che resta di uno dei simboli culturali della città, devastato dalle fiamme.
Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare le ultime fumarole e mettere in sicurezza l’area. Anche questa mattina due squadre sono ancora impegnate nelle operazioni di bonifica, che proseguiranno per l’intera giornata e, con ogni probabilità, anche domani. L’obiettivo è eliminare ogni focolaio residuo e verificare la stabilità della struttura.
Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari
Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.
Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti