Calcio Napoli, la carica di Koulibaly: ‘Gruppo unito, siamo con Gattuso’.
Il gigante senegalese Kalidou Koulibaly parlando ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli sul momento che sta vivendo la squadra azzurra alla vigilia del match contro il Parma ha spiegato la posizione dei calciatori: “Non è un momento facile, ma abbiamo forza e consapevolezza per risalire la corrente.Il miglior modo per reagire è quello di vincere. Dobbiamo pensare al campo – ha aggiunto – al lavoro che stiamo svolgendo perché abbiamo tante potenzialità. Questo è un gruppo di grande qualità e quando perdiamo siamo i primi ad essere dispiaciuti. Vogliamo recuperare il terreno e dare gioie ai nostri tifosi”.
“Questa è una delle rose più forti che abbia mai vissuto dall’interno. Ci sono giocatori di talento e tanta scelta di uomini. Dobbiamo dare di più – ha detto il centrale difensivo azzurro – e continuare a credere nella nostra forza perché possiamo dimostrare il nostro valore. La stagione è ancora lunga e ci aspettano tanti impegni”.
Giovedì Koulibaly ha segnato di tacco, un gesto tecnico inusuale per un difensore. “E’ stato un gesto istintivo. Sono contento del gol, ma quello che contava era vincere e qualificarci per le semifinali di Coppa Italia. Adesso riprendiamo la strada in campionato – ha detto – e poi penseremo al match contro l’Atalanta. Abbiamo un calendario intenso e vogliamo lottare su tutti i fronti. Il gruppo è unito e solido. Abbiamo tutti la stessa voglia di vincere e di riscattarci. Domani abbiamo bisogno di una vittoria e ci vorrà la mentalità giusta. Il Parma è una squadra che può metterti in difficoltà e bisognerà affrontare con massima concentrazione”, ha dichiarato.
Inevitabile parlare di Gattuso, riconfermato in settimana dal presidente De Laurentiis. “Il mister ci dà fiducia e spinta con il suo carettere. Noi lo stiamo seguendo, crediamo nella sua persona e vogliamo dare anche a lui le soddisfazioni che merita”, ha dichiarato.
“Dobbiamo tornare ad essere una difesa solida come lo eravamo all’inizio di stagione. So che dipende molto anche da me e mi sento responsabile sempre, sia nei momenti buoni che in quelli più difficili”, ha ribadito. “Noi difensori dobbiamo essere più equilibrati ma tutta la squadra lavora per cercare di darci copertura. Siamo comunque la seconda difesa del campionato, ma quello in cui bisogna crescere e nelle singole partite”, ha spiegato Koulibaly.
“Abbiamo perso delle gare che potevamo conquistare e che avevamo anche meritato. Su questo dobbiamo essere più concreti e decisi a far nostre le partite. Le vittorie chiamano altre vittorie e per questo dobbiamo assolutamente tornare sulla rotta giusta”, ha ammesso. Kalidou è anche molto attivo nel sociale… “Importante è fare gesti di solidarietà, non dirlo. Noi cerchiamo di essere sempre a disposizione di chi ha più bisogno e preferisco farlo in silenzio…”, ha concluso.
Da un ex del Napoli arriva un messaggio di sostegno per Antonio Conte. Rino Gattuso, oggi commissario tecnico della Nazionale, ha voluto difendere l’allenatore salentino dopo le parole amare pronunciate nel post partita di Bologna.
“So che lì c’è un grande allenatore, uno che ha vinto tanto e che sa come muoversi”, ha detto Gattuso. “Ho lavorato a Napoli per 19 mesi: quando si vince è sempre difficile riconfermarsi, ma Antonio ha la forza e la capacità di uscire da questo momento, che poi non è così negativo. Guardando la classifica, sono tutti là”.
Se c’è una partita che ha fatto tremare i polsi e ha tenuto col fiato sospeso fino all'ultimo istante, è questa. L'Italia di Gattuso ha vinto, ma non senza soffrire, in una gara incredibile contro Israele, terminata con un pirotecnico 5-4. È stata una montagna russa di emozioni, con gli Azzurri che hanno dovuto rimontare per due volte e si sono salvati solo in pieno recupero grazie a una prodezza di Sandro Tonali. La gara è iniziata in salita. L’approccio tattico, con un 4-3-3 fin troppo sbilanciato, ha messo in evidenza le fragilità difensive dell'Italia. Ne ha approfittato Israele al 16', quando un’ingenua deviazione di Locatelli ha portato al primo, inatteso, svantaggio. Ma l’Italia ha reagito con orgoglio. Dopo una traversa di Locatelli, è arrivato il pareggio, con un lampo di genio di Moise Kean in combinazione con Retegui. Sembrava il momento della svolta, ma il secondo tempo è ricominciato con un altro colpo a freddo: il bellissimo gol di Dor Peretz, che ha riportato avanti Israele. La partita si è infiammata a quel punto, con l’Italia che ha ribattuto colpo su colpo. Ancora Kean, con la sua doppietta, ha ristabilito la parità. Poi, la squadra di Gattuso ha trovato il sorpasso con Politano, e il quarto gol, che sembrava chiudere definitivamente i giochi, è arrivato grazie a una splendida azione tra Frattesi e il "folletto" Raspadori. Sembrava finita, ma la difesa italiana ha continuato a mostrare incredibili amnesie. Un autogol di Bastoni ha riaperto i giochi, e poco dopo, un'altra distrazione ha permesso a Dor Peretz di firmare un clamoroso pareggio, il 4-4, che ha gelato il sangue a tutti i tifosi. Quando la tragedia sportiva sembrava inevitabile, a salvare la barca che affondava è stato Sandro Tonali. Con il cronometro che segnava il recupero, un tiro-cross improvviso si è trasformato nella rete del definitivo 5-4. Un sospiro di sollievo che ha permesso all'Italia di conquistare tre punti pesantissimi, mantenendo viva la speranza di qualificarsi per il prossimo turno. Ora gli Azzurri si trovano a -3 dalla Norvegia e si preparano per le prossime sfide decisive: la trasferta in Estonia e il ritorno contro Israele, questa volta a Udine. Con una certezza: vincere non è mai stato così elettrizzante.
L’eco della festa scudetto del Napoli, a Parma, si era trasformata in un pomeriggio di paura. Era il 23 maggio quando un gruppo di tifosi partenopei, non organizzati ma riuniti spontaneamente in piazza Garibaldi per celebrare il tricolore, venne aggredito da circa trenta uomini vestiti di scuro, riconducibili alla frangia ultras dei Boys Parma. Una spedizione punitiva in piena regola, scatenata da una storica rivalità e dettata dalla volontà di ribadire con la violenza un presunto predominio territoriale.
Dopo mesi di indagini, la Digos ha individuato e denunciato tredici persone, ritenute responsabili a vario titolo di rissa, lesioni, tentata violenza privata e porto ingiustificato di oggetti atti a offendere. Per loro è scattato anche il Daspo “fuori contesto”, che impedisce l’accesso a qualunque manifestazione sportiva.
REDAZIONE






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