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Cronaca

Torre del Greco, tenta di rapinare agente libero dal servizio: arrestato 44enne

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Torre del Greco, tenta di rapinare agente libero dal servizio: arrestato 44enne.

 

Ieri pomeriggio un agente del nucleo scorte della questura di Napoli e la sua fidanzata, mentre erano fermi in auto in via Calastro a Torre del Greco, sono stati affrontati e minacciati da due uomini, uno dei quali armato, che hanno tentato di rapinarli. Il poliziotto si è qualificato estraendo l’arma d’ordinanza e, dopo aver intimato l’alt, ha esploso un colpo che ha raggiunto uno dei due malviventi alla gamba, mentre l’altro si è dato alla fuga.

L’agente, con l’aiuto di una volante del commissariato di Torre del Greco, ha subito soccorso l’uomo che, condotto in ospedale, è stato medicato e dimesso. Carlo Autiero, 44enne napoletano con precedenti di polizia per , minaccia, ricettazione e altri reati contro il patrimonio, è stato arrestato per tentata aggravata.

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Cronaca

Qualiano, corriere della droga nascondeva 3 dosi di cocaina nella bocca coperta dalla mascherina

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foto da sala stampa carabinieri napoli

Qualiano. Carabinieri arrestano “corriere”. Nella bocca coperta dalla mascherina nascondeva 3 dosi di cocaina.

I carabinieri di Qualiano hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio di sostanze stupefacente, Crescenzo Basile, 27enne di Villaricca, già noto alle forze dell’ordine, controllato mentre era impegnato in un vero e proprio “delivery” della droga per le vie cittadine.

Poco prima, in via Campana, i militari avevano imposto l’alt al giovane che era alla guida della sua utilitaria. Il 27enne – anziché fermarsi – ha tentato di fuggire ma è stato bloccato dopo alcune centinaia di metri. Visto l’atteggiamento sospetto, i carabinieri hanno effettuato una perquisizione. Rinvenute e sequestrate all’interno della vettura 3 dosi di marijuana e 300 euro in contanti ritenute provento del reato.

Durante il controllo, Basile ha tentato di disfarsi di altre 3 dosi di cocaina: le aveva in bocca, coperta dalla mascherina chirurgica ma è stato scoperto dai carabinieri. L’uomo andava in difficoltà quando i militari gli chiedevano di rispondere alle domande. Sui telefoni cellulari sono stati trovati numerosi messaggi di appuntamento per la consegna a domicilio.

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Coronavirus

Vaccino anti Covid, FIMMG Campania: ‘Si parta dai medici di famiglia’

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Vaccino medici di famiglia

Vaccino anti Covid, FIMMG Campania: “Si parta dai medici di famiglia. Non accetteremo che si giochi nuovamente con le nostre vite”.

“I medici di famiglia sono i più esposti al rischio di un contagio da Covid, la vaccinazione inizi proprio dai nostri studi”. Arriva dalla FIMMG, per voce di Vincenzo Schiavo, Luigi Sparano e Corrado Calamaro, l’appello alle Istituzioni per definire i criteri di avvio delle vaccinazioni anti Covid. Un appello che suona come un monito a non ripetere ciò che è stato fatto nel corso della prima ondata, con i medici di famiglia “discriminati” rispetto al resto del personale sanitario impegnato negli ospedali. “Non accetteremo che si giochi ancora con la nostra salute e la nostra vita – dice Sparano -, nel corso del primo lockdown ci siamo trovati a dover elemosinare Dispositivi di protezione individuale e alla fine ce li siamo dovuti procurare da noi. Stavolta, con i vaccini, non potrà andare nello stesso modo. Se necessario ci faremo sentire anche con estrema forza”.

Il timore è che quando le prime dosi saranno disponibili non si guardi, nonostante l’invito del commissario Domenico Arcuri, a quanti sono in prima linea sul territorio. “I medici di famiglia – ricorda Corrado Calamaro – sono i più esposti al contagio, e non a caso sono la categoria che conta il maggior numero di vittime”. A conti fatti, la medicina generale è quella che più di tutte è a contatto con l’utenza. E, come spiega Vincenzo Schiavo, ogni paziente è potenzialmente un asintomatico. “Il rischio – conclude Schiavo – è di far circolare il virus negli studi medici, trasformandoci ancora una volta in veicoli di trasmissione del contagio. Per questo vaccinare per primi i medici di famiglia è un imperativo, l’unico modo di tenere in piedi la medicina del territorio e garantire le cure anche ai più fragili”.

 

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