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Quali oli possono essere messi in una penna per vaping?

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Oli,penna vaping


Il vaping è andato ben oltre agli schemi del passato, con una nuova generazione di penne per vaping che possono vaporizzare tutto ciò che si vuole, senza bisogno di un olio apposito o con CBD.

Hanno camere di riscaldamento in ceramica, quarzo e titanio e piastre progettate per erba, concentrati e liquido CBD.

Questo avanzamento tecnologico ha permesso alla gente di fumare una diversa tipologia di oli, sbizzarrendo i curiosi e fanatici di questo prodotto. Per questo motivo abbiamo deciso di fare una lista degli oli che possono essere fumati con una sigaretta elettronica.

Prima di sperimentare, ricordati di informarti sugli effetti di qualsiasi olio che vorresti provare.

 

Olio a base di CBD

Se hai vissuto in Italia e letto le notizie negli ultimi anni, saprai bene che i liquidi CBD sono stati una vera e propria rivelazione, acclamati da tantissime persone. Gli oli a base di CBD sono oli che hanno delle proprietà molto riconosciute ed amate da coloro che lo usano con frequenza.

Alcune delle proprietà di questo olio sono la riduzione dello stress e dell’ansia. Per questo è uno degli oli più acclamati. Ricorda però che non tutti gli oli di CBD possono essere assunti in questo modo.

Ricorda di informarti prima dell’acquisto del tuo prodotto e liquido CBD con il servizio clienti del sito o negozio dal quale acquisti.

 

Olio a base di THC

Molto simile all’olio di CBD per la composizione chimica è un olio che ha però effetti molto diversi da questo.

L’olio di THC, come quello di CBD, non può essere assunto in ognuna delle sue versioni. Per fumare questo prodotto dovrai trovarne uno specifico per sigarette elettroniche ed adatto al vaping.

In caso contrario, ti sconsigliamo di evitare il consumo di questo olio.

 

Olio di cocco

Nuovi liquidi biologici a base di olio di cocco al posto della glicerina vegetale, sono stati utilizzati per un periodo dal 2012 al 2018 in tutti i dispensari di cannabis per uso ricreativo e medico.

Nonostante in alcuni luoghi come gli Stati Uniti, l’olio di cocco venisse usato in quanto reputato una sana alternativa agli oli normali, l’olio di cocco fa in realtà male e non dovrebbe essere usato.

È come ogni altro olio vegetale e, vaporizzato, non fa molto bene all’uomo. Per questo motivo sconsigliamo di usarlo a questo scopo, ma solo per cucinare o per un qualsiasi altro intruglio da mandarsi giù.

 

Olio vegetale, alcool, fanno male?

Questi oli, come quello sopra, non fanno sicuramente bene e dovrebbero essere tenuti alla larga. Tutti quegli oli che fanno parte della categoria di vegetali, dovrebbero essere tenuti lontani dai vaporizzatori e prodotti per vaping.

Questo è un consiglio che potrai trovare in qualsiasi sito che si occupa dell’argomento o dal tuo medico di fiducia. Ricorda che anche usando le sigarette elettroniche e facendo vaping, dovrai tenere a mente la tua salute.

Nonostante le penne per il vaping hanno dimostrato di essere una sana alternativa alle sigarette, sono comunque da usare con attenzione, soprattutto quando usate in combinazione con altri prodotti e oli.

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Attualità

Prestito delega: tutto quello che devi sapere sulla doppia cessione del quinto

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cessione del quinto

Chi ha bisogno di un finanziamento ha la possibilità di scegliere tra diverse formule. La cessione del quinto rientra sicuramente tra quelle più apprezzate, anche se presenta delle precise limitazioni per quanto riguarda l’importo massimo erogabile. Chi ha bisogno di importi maggiori ha la possibilità di richiedere un prestito delega.

Questo finanziamento viene chiamato anche doppia cessione del quinto ed il motivo è abbastanza semplice: si possono ottenere prestiti di importi più alti rispetto alla normale cessione del quinto, con la rata di rimborso massima che sale dal 20% al 40% dello stipendio netto. Scopriamo chi può richiedere il prestito delega, come funziona e che ruolo ha il datore di lavoro.

Le caratteristiche del prestito delega

 

Il prestito delega presenta molte caratteristiche in comune rispetto alla tradizionale cessione del quinto. La rata di rimborso, infatti, viene pagata dal datore di lavoro, che la trattiene direttamente dallo stipendio del suo dipendente. Il piano di rimborso può avere una durata massima di dieci anni, con l’impegno mensile che rimane fisso e costante.

Le differenze più evidenti, quindi, riguardano l’importo massimo che si può ottenere e l’entità della rata mensile, che va oltre il tradizionale limite del 20% e può arrivare fino al 40% dello stipendio netto. Le sue caratteristiche, come si può leggere anche nella guida pubblicata sulla pagina https://www.cessionedelquintofacile.com/doppia-cessione-del-quinto/, rendono questo finanziamento particolarmente adatto a chi ha bisogno di un importo elevato.

Per ottenere il finanziamento è necessario possedere dei requisiti. Ovviamente il richiedente deve avere un contratto di lavoro (preferibilmente a tempo indeterminato) con uno stipendio mensile fisso. Inoltre deve avere un TFR importante, che permetta di sostenere il rimborso anche nel caso in cui il richiedente si dovesse dimettere.

Come per la normale cessione del quinto, è richiesta la copertura assicurativa contro il rischio di morte e di perdita dell’impiego. Infine, bisogna ottenere il benestare del datore di lavoro: senza il consenso scritto dell’azienda presso cui lavora, il dipendente non ha la possibilità di ottenere il finanziamento.

La richiesta del doppio quinto può essere completa solo se corredata da una serie di documenti, tra cui il codice fiscale, un documento di identità, le ultime buste paga, certificazione Unica e certificato di stipendio.

In più, come visto prima, occorre avere il consenso scritto del datore di lavoro. Grazie a delle speciali convenzioni tra gli istituti di credito e le amministrazioni di appartenenza, i dipendenti pubblici e statali possono accedere a finanziamenti con condizioni economiche più vantaggiose rispetto alla media del mercato.

Quali categorie di lavoratori possono richiedere la doppia cessione del quinto

 

Il prestito delega può essere richiesto da chi ha già ottenuto una cessione del quinto. Questo significa che possono accedere al finanziamento i dipendenti pubblici e statali e, in determinate condizioni, i dipendenti privati. È diverso il discorso per i pensionati: possono ottenere la cessione del quinto, ma non il prestito delega.

Non è difficile capire il motivo: nel prestito delega svolge un ruolo fondamentale chi paga lo stipendio o la pensione e, di conseguenza, le rate di rimborso. Il datore di lavoro e gli istituti previdenziali non si possono opporre alla richiesta di cessione del quinto da parte del dipendente o del pensionato; nel prestito delega le cose cambiano.

Il datore di lavoro può scegliere se dare o meno il benestare al finanziamento. Gli istituti previdenziali, invece, non possono accettare la richiesta. La legge prevede infatti che la quota cedibile della pensione non possa mai superare un quinto dell’assegno mensile, fatto salvo il trattamento minimo.

Una rata pari al 40% della pensione mensile andrebbe sicuramente ad intaccare la soglia minima, che rappresenta quell’importo considerato indispensabile per sopravvivere, quindi l’operazione non è fattibile. Riassumendo, il prestito delega può essere richiesto dai dipendenti, ma serve il benestare del datore di lavoro, mentre i pensionati non hanno questa possibilità.

 

 

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Dalla Rete

Aprire un account trading: ecco gli aspetti a cui prestare attenzione

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account trading

Nel corso degli ultimi tempi, anche per via della pandemia da Coronavirus, che tra l’altro fa un po’ meno paura dopo l’annuncio di un altro vaccino, della biotech americana Moderna, efficace al 94,5%, sempre più persone si sono avvicinate o, comunque, hanno preso informazioni, sul trading sui mercati finanziari. Ebbene, la prima cosa fare per chi vuole scoprire questo mondo è certamente quella di capire come aprire un conto per fare trading.

Sul web ci sono tantissime piattaforme che possono fare al caso vostro, come ad esempio le tante app di trading, compresa easyMarkets, che ad esempio mette gli utenti in condizione di sfruttare svariati modi per fare trading in base alle proprie necessità, strategie e obiettivi, accedendo a tutte le principali notizie di mercato e ai prezzi sempre in tempo reale, direttamente tramite l’app installata sul proprio dispositivo mobile.

Le spese di transazione

Tutte quelle volte in cui si compra oppure si vende un prodotto finanziario, esattamente come i contratti CFD, le azioni oppure i cambi, sarà necessario mettere in conto un costo legato alla transazione. In poche parole, tutto questo vuol dire che maggiore sarà il quantitativo degli scambi e più alto sarà anche il prezzo da sostenere.

Quando non sono gestite alla perfezione, ecco che le spese di transazione possono essere molto condizionanti, sia diminuendo i profitti che aumentando le perdite. Di conseguenza, è fondamentale trovare una piattaforma che garantisca dei costi di transazione non eccessivi, in maniera tale da non bloccare la capacità di trarre profitto dalle varie operazioni di trading.

La reputazione della società

Se fino a qualche anno fa, gli investitori al dettaglio dovevano fare affidamento sulle chiamate ai rispettivi rappresentanti commerciali per la vendita o l’acquisto degli investimenti, al giorno d’oggi è cambiato tutto, dal momento che è sufficiente una connessione al web valida e rapida per poter sfruttare ogni tipo di piattaforma proposta dai vari provider.

Il problema è rappresentato, di conseguenza, dalla scelta della piattaforma più adatta dove poter iniziare a fare trading. Se ci sono alcune aziende che mettono a disposizione dei costi di intermediazione veramente troppo bassi, è meglio evitare di farsi affascinare troppo dalle spese ridotte, prediligendo invece società più consolidate e conosciute.

L’esperienza d’uso e la varietà di strumenti disponibili

Altri due aspetti che possono fare la differenza nella scelta del trader più adatto alle proprie esigenze sono relativi alla piattaforma che viene scelta per compiere le varie operazioni. Quindi, si tratta dell’esperienza utente e della disponibilità di strumenti. Sono entrambi fattori molto importanti, che possono far pendere la scelta verso una certa piattaforma piuttosto che verso un’altra. Interessante capire anche se vengano proposte delle funzionalità personalizzabili, così come degli indicatori grafici. Tra gli altri aspetti su cui non si può scendere a compromessi troviamo le funzionalità di stop loss, così come quelle relative al trading automatizzato.

Il supporto per device mobile

Oggigiorno, è abbastanza evidente come gli smartphone abbiano preso il sopravvento anche in confronto ai computer, grazie anche ai nuovi trend del settore, come il supporto a reti sempre più rapide come quella 5G. Ecco spiegato il motivo una piattaforma valida e affidabile deve anche saper garantire un ottimo supporto nei confronti di telefoni e tablet, in maniera tale da poter gestire tutti i propri investimenti anche direttamente dai propri device. Quindi, controllate sempre se il provider in questione offre anche un’applicazione che permette di effettuare operazioni di trading mediante smartphone o tablet.

Facilità di apertura di un conto online

Un altro aspetto a cui prestare la massima attenzione è se aprire un conto online su una determinata piattaforma risulta essere un’operazione facile oppure comporta numerose difficoltà, specialmente per tutti quegli utenti che non hanno grande esperienza con questo ambito.

Aprire un conto online è senz’altro un’opzione particolarmente comoda: per tale ragione, è utile dare un’occhiata a quelle piattaforme che permettono di svolgere tale operazione senza dover effettuare per forza un investimento minimo. In questi casi, si può procedere al test e alla valutazione complessiva della piattaforma, prima di prendere la decisione se utilizzarla per attuare la propria strategia di trading o meno.

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