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Politica

M5S, Stabilizzazione Lsu/Lpu all’ordine del giorno della conferenza unificata del 5 novembre

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m5s,lsu/lpu


Roma.”Dopo le nostre sollecitazioni, registriamo con soddisfazione l’inserimento della stabilizzazione dei lavoratori del bacino LSU/LPU tra i punti all’ordine del giorno della prossima riunione della Conferenza Unificata, che si terrà il 5 novembre.

La Conferenza si dovrà esprimere sullo schema di decreto di riparto delle risorse, sul quale si sono già espressi favorevolmente il Dipartimento della Funzione Pubblica, il Ministero del Lavoro ed il MEF, definendo i vari aspetti di loro competenza. Pertanto, il vaglio della Conferenza Unificata è l’ultimo passaggio prima della pubblicazione definitiva del decreto in Gazzetta Ufficiale. Dopodiché si svolgeranno le prove di idoneità e le procedure concorsuali riservate che consentiranno ai Comuni di assumere, entro la fine dell’anno, i lavoratori con un contratto a tempo indeterminato” lo affermano i parlamentari del Movimento 5 Stelle Giuseppe Auddino, Riccardo Tucci, Silvana Giannuzzi e Fabio Di Micco.

“La deroga assunzionale che abbiamo previsto nell’ultima legge di bilancio – continuano i portavoce M5S – consente ai Comuni di assumere i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità anche in qualità di lavoratori sovrannumerari derogando ai limiti assunzionali previsti dalla legge, ma solo per il 2020. Ecco perché è necessario che la Conferenza Unificata nella prossima riunione raggiunga l’intesa sul decreto. Il tempo stringe e non possiamo rischiare che tutto il lavoro fatto in questi due anni di legislatura venga vanificato proprio ad un passo dalla definitiva stabilizzazione” concludono i parlamentari.

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Coronavirus

De Luca: ‘Polverone mediatico sul nulla. Ho sempre difeso i medici’

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de luca,medici
foto dal profilo facebook

“Stiamo assistendo in queste ore a un ennesimo polverone mediatico fondato sul nulla”.

Lo scrive in un lungo post su Facebook il governatore della Campania, Vincenzo De Luca che spiega: “Premesso che abbiamo difeso e tutelato da sempre il lavoro straordinario fatto dal nostro personale sanitario; premesso che nessuno ha neanche citato la categoria degli anestesisti; ci troviamo di fronte, dopo 24 ore, a strani comunicati proposti da soggetti da nessuno chiamati in causa. Pertanto, ribadiamo. Nel corso della periodica riunione con i direttori generali e l’Unità di crisi, è stato segnalato un episodio grave avvenuto nel pomeriggio del 17 novembre. I familiari di un giovane paziente Covid, ricoverato in una clinica privata e per il quale si richiedeva un ricovero in terapia intensiva, segnalavano che dal 118 territoriale arrivavano notizie sulla inesistenza di posti letto liberi. Questa notizia era falsa. I posti letto c’erano. Dopo numerosi interventi da parte dell’Unità di Crisi regionale, il paziente è arrivato in un ospedale di Napoli in tarda serata.

Ancora una volta veniva opposto al personale dell’ambulanza la indisponibilità di posti liberi. Era un’ennesima comunicazione falsa. Tant’è che alle ore 23 il paziente è stato accolto nel posto libero di terapia intensiva. A tutela dei cittadini, dei pazienti, dei loro familiari e a tutela del lavoro e del sacrificio enorme di migliaia di medici e infermieri, è stato disposto di accertare chi aveva mancato al suo dovere elementare, dando notizie non vere. Questo è tutto. Veramente non ci sono parole”. E ripropone il video che ha scatenato polemiche spiegando: “A conferma dell’ennesima strumentalizzazione mediatica ripropongo le parole dette, a tutela del 99 per cento del personale e a tutela dei diritti dei cittadini.

 

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Attualità

Italia Nostra chiede la revoca dei permessi a costruire degli impianti di Biogas per inottemperanze.

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Italia Nostra chiede la revoca dei permessi a costruire degli impianti di Biogas per inottemperanze.

L’associazione nazionale ambientalista Italia Nostra, con un documento inviato al sindaco di Sarno il 24 Novembre scorso, ha chiesto l’avvio del procedimento declaratorio di revoca – decadenza dei permessi di costruire, che consentirono la realizzazione degli impianti di biogas a Foce nel Maggio 2012.Nell’istanza si mette in evidenza come la concessione di quei permessi sia strettamente vincolata proprio all’osservanza delle prescrizioni che ne sono parte integrante e rivestono carattere tecnico, gestionale, igienico, sanitario e legislativo, imponendo il rispetto anche dei limiti per le immissioni in atmosfera di determinate sostanze. Italia Nostra sostiene, non solo che i permessi rilasciati sono illegittimi, perché il progetto non fu sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale, il cui obbligo è stabilito da una pronuncia della Corte costituzionale del 2013 e da una sentenza del Consiglio di Stato del 2014, espresse nel merito di casi analoghi a quello di Sarno. Ma alla luce della più recente giurisprudenza, riconducibile ad altre sentenze, sia del Tar Piemonte, sia del Consiglio di Stato che l’amministrazione può disporre il ritiro di provvedimenti favorevoli, come conseguenza della condotta del destinatario, qualora questa violi le prescrizioni contenute nei permessi stessi. In altri termini l’inadempimento delle prescrizioni allegate ai permessi, ne comporta la revoca quale sanzione da parte dell’ente.

Nel caso degli impianti di Sarno, denuncia Italia Nostra, dal 2012 al 2020 sono state violate sistematicamente decine di quelle prescrizioni, costringendo lo stesso sindaco a emanare ben tre ordinanze, sulla scorta dei sopralluoghi effettuati dall’Arpac, l’Agenzia regionale protezione ambiente. Dalla ricostruzione a puzzle delle varie inottemperanze che Italia Nostra riporta nel documento, ricostruzione basata anche sul rapporto di monitoraggio ambientale commissionato dall’ente all’Isac – Cnr di Bologna nel 2018 – emerge, fra le altre violazioni, la significativa immissione in atmosfera di Dimetilammina, sostanza molto irritante e maleodorante che, combinata con Ossidi di Zolfo e Nitrito, è anche mutagena e cancerogena, nonché usata per la preparazione del gas nervino Tabun. Ma, con la Dimetilammina, sono stati rilasciati in aria pure Metano, Anidride Carbonica, Azoto Ammoniacale e Acido Solfridico, essendo gli impianti rimasti per anni senza cupole, dopo l’incursione del ciclone Nettuno nel Dicembre 2013. A ciò si aggiunga l’ormai famigerata, nauseabonda “puzza” che flagella il circondario, opprimendo e asfissiando i residenti. Mostrando sempre costante attenzione e dando autorevole voce al Coordinamento civico Aria Pulita – storica espressione rappresentativa degli abitanti di Foce – fin dal 2012 Italia Nostra è scesa in campo contro la realizzazione degli impianti, costruiti in parte su terreno acquedottistico pubblico e a cento metri da un campo pozzi per uso idropotabile, dopo l’abbattimento di interi noceti e noccioleti.

Lo scempio innescò una forte reazione della gente, che consegnò a Italia Nostra centinaia di firme, allegate dall’associazione al primo esposto, subito depositato presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. Da allora gli esposti sottoscritti da questa che è la più antica delle associazioni di tutela dell’ambiente e del paesaggio italiane, si susseguirono a decine, tutti rigorosamente corredati dalle relazioni di referenziati, esperti consulenti: dal compianto geologo, professor Ortolani, agli avvocati Santelli e Concilio e agli ingegneri Caprioli e Vitale; una grande battaglia sostenuta anche economicamente dagli abitanti di Foce, che sancì la proficua collaborazione con Coordinamento civico Aria Pulita, La Càvea, ma anche Vas di Roma, altra importante associazione nazionale che, coinvolta in quella circostanza direttamente da Italia Nostra, firmò con essa nel 2012 ricorso al presidente della Repubblica, quando perfino Legambiente, Wwf e Codacons ebbero a tirarsi indietro.

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