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Coronavirus

In Campania ci sono 50mila positivi al Covid: uno ogni 5 tamponi

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In Campania ci sono 50mila positivi al Covid: uno ogni 5 tamponi.

 

Sono oltre 50mila le persone attualmente positive al coronavirus in Campania: 50.719, con un aumento di 1.949 unità rispetto a ieri. Dei 50.719 attualmente positivi, 48.995 sono in isolamento domiciliare (1.882 in più rispetto a ieri), 1.497 sono i ricoverati in reparti ordinari Covid (+11) e 227 i ricoverati in terapia intensiva (+56), numero più alto mai raggiunto in Campania dall’inizio dell’emergenza coronavirus.

Tocca una percentuale record, il 21,5 per cento, il rapporto tamponi-positivi in Campania. Secondo i dati dell’Unita’ di crisi, aggiornati alla mezzanotte scorsa, i nuovi positivi sono stati 2.971 (di cui 101 sintomatici) su 13.801 tamponi. Ventiquattro le nuove vittime. L’unica buona notizia e’ il numero dei guariti, ben 998. In forte affanno resta il sistema ospedaliero regionale. Sono occupati 227 posti letto di terapia intensiva Covid su 243, quindi sara’ necessario attivarne altri (le terapie intensive disponibili complessivamente in Campania sono 580). I letti di degenza occupati sono 1.497 su 1.940 posti attivabili. Si lavora quindi a ritmo incessante per trovare nuove sistemazioni ai pazienti Covid. Parte da domani l’apertura dei posti letto covid19 nelle cliniche private a Napoli.

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Alla manifestazione di interesse dell’Asl Napoli 1 hanno risposto alcune strutture e dopo le verifiche e’ stata approvata la creazione di reparti per i pazienti affetti da coronavirus e che vanno ricoverati in degenza ordinaria. Da domani, si apprende dall’Asl Napoli 1, vengono attivati 40 posti letto alla Casa di Cura Villa Angela che si trova in via Manzoni e 90 posti letto nella clinica Villa delle Querce in via Battistello Caracciolo. Lo step successivo riguardera’ invece l’Hermitage in via Cupa Tozzoli, nella zona del Bosco di Capodimonte, che attivera’ 60 posti letto di degenza ordinaria dal 23 novembre. Oggi l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e’ stato svuotato dei pazienti che erano ricoverati e dall’11 novembre riaprira’, accogliendo solo pazienti positivi al covid. L’operazione di trasformazione del nosocomio va avanti, sotto la guida di , direttore generale dell’Asl Napoli 1.

“In questi giorni – spiega Verdoliva – sono in corso alcuni piccoli lavori per assicurare la piena sicurezza di pazienti e medici nel nuovo ospedale covid e parallelamente medici e infermieri stanno svolgendo un corso di formazione sulle procedure per affrontare il virus sotto la guida del professore Franco Faella”. Faella, ex direttore del dipartimento di epidemiologia dell’ospedale Monaldi, ora in pensione, prosegue dunque la sua collaborazione con l’Asl nella lotta al covid dopo essersi occupato della trasformazione in covid center del Loreto Mare. L’ospedale San Giovanni Bosco e’ stato trasformato in covid center per sfruttare appieno tutte le specialistiche e poter quindi curare pazienti positivi con sintomi e altre patologie. Ci saranno in tutto 89 posti letto: 40 degenze ordinarie covid19, 12 posti di ginecologia e ostetricia dove si potra’ partorire se positivi, 6 di ortopedia, 12+4 di cardiologia con emodinamica, 15 posti di chirurgia vascolare, generale e neurochirurgia. Tutti i pazienti saranno covid positivi.


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Napoli, l’infermiere eroe morto per covid, i colleghi: ‘Abbiamo perso un fratello’

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Napoli, l’infermiere eroe morto per covid, i colleghi: “Abbiamo perso un fratello. Aveva sempre un sorriso, una parola di incoraggiamento”.

Non riesce a trattenere la commozione Pasquale Martino, governatore delle Misericordie di Grumo Nevano nel ricordare Alfonso Durante, l’infermiere di 75 anni che era tornato in prima linea per prestare la sua opera, per aiutare i piu’ anziani e piu’ deboli perche’ era un “soccorritore generoso”.

Il Covid lo ha stroncato. Durante, originario di Napoli ma residente a Marano tutti i giorni raggiungeva le postazioni delle Misericordie nell’ area a nord di Napoli per assicurare insieme agli altri volontari l’aiuto indispensabile, anche per i cosiddetti “trasporti secondari”. Non si tratta del trasporto inferni (che le Misericordie assicurano in convenzione con l’Asl Napoli 2 Nord in alcuni comuni dell’area metropolitana di Napoli) ma dell’accompagnamento presso strutture sanitarie di quei pazienti che sono impossibilitati a farlo da soli.

Alfonso, dicono i suoi colleghi volontari, non aveva solo le competenze professionali per farlo ma anche per tutti un sorriso, una parola di incoraggiamento per andare avanti. Martino e’ addolorato. “Abbiamo perso un fratello”, dice. Un volontario disponibile, aggiunge, “che non si e’ mai risparmiato. Non lo dimenticheremo mai”.

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“Cordoglio alla famiglia e ai colleghi di Alfonso Durante, infermiere volontario che aveva scelto di tornare sulle ambulanze per aiutare gli altri. L’Asl Napoli 2 Nord esprime il proprio cordoglio alla famiglia di Alfonso Durante e a tutti i colleghi che avevano avuto modo di lavorare insieme a lui nel corso di questi anni”. Cosi’ l’Azienda sanitaria locale ricorda l’infermiere che a 75 anni aveva deciso di tornare sulle ambulanze, come volontario per la Misericordia di Grumo Nevano (NAPOLI).

Prosegue la Asl: “Alfonso, dopo aver trascorso gran parte della sua carriera nel reparto di Rianimazione del Cardarelli, aveva scelto di continuare ad aiutare gli altri come volontario sulle ambulanze. Agli inizi di novembre il Covid lo ha fermato. Alfonso Durante rimarra’ quale esempio delle qualita’ umane e professionali su cui si fondano le migliori esperienze della nostra sanità”.

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