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Coronavirus

Coronavirus, nel mondo oltre 37 milioni di casi e 1 milione di morti

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Coronavirus, nel mondo oltre 37 milioni di casi e 1 milione di morti.

 

Sono 37.046.590 i casi di Coronavirus nel mondo, mentre i morti sono 1.070.275. Lo rende noto la Johns Hopkins University.
Terzo record consecutivo di nuovi casi di coronavirus a livello globale. L’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) riporta sul suo sito che nella giornata di ieri sono stati registrati 383.359 contagi, il 7,9% in piu’ rispetto ai 355.244 del record di venerdi’. Giovedi’ scorso era stato segnato un nuovo picco, con 343.467 infezioni. Come e’ noto, Ieri il bilancio dei casi nel mondo ha superato la soglia dei 37 milioni e secondo la Johns Hopkins University si attesta attualmente a quota 37.105.925, inclusi 1.071.388 morti.

Le vittime sono 1.071.388 e il paese che ne conta di più sono gli Usa (214.171).
Il Brasile ha superato la soglia dei 150 mila morti per coronavirus, anche se il bilancio quotidiano dei decessi scende lentamente. Lo riferiscono fonti ufficiali. Il Paese sudamericano e’ il secondo al mondo per numero di vittime del Covid-19 dopo gli Stati Uniti, e il terzo per numero di contagi dopo Usa e India

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Mondo

Negli Usa record di nuovi casi: quasi 100mila in un giorno

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Nuovo record di casi di coronavirus negli Stati Uniti, dove ne sono stati registrati quasi 100mila in 24 ore. Lo riporta il Washington Post, precisando che gli Swing states, dove si gioca la partita delle presidenziali del prossimo 3 novembre, sono tra gli Stati più colpiti dalla nuova ondata di contagi.

Le nuove infezioni hanno superato il precedente record di 91mila in un giorno. Il numero di casi a livello nazionale ha superato i 9 milioni segnalati ieri, solo 15 giorni dopo dal raggiungimento di quota 8 milioni. Sono almeno 229mila i morti a causa del coronavirus.

 

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Flash News

A Napoli il Policlinico riconverte 150 posti al Covid

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A Napoli il Policlinico riconverte 150 posti al Covid. L’annuncia della dg Anna Iervolino: «Ma non rinunciamo all’assistenza di alta specializzazione».

 

È uno sforzo enorme quello prodotto dal Policlinico Federico II per contrastare l’emergenza sanitaria, come tutte le Aziende Sanitarie. L’Azienda Ospedaliera Universitaria, infatti, ha già completato gli interventi strutturali di potenziamento delle terapie intensive e attivato i posti letto di malattie infettive, adulti e pediatrici, e di ostetricia e ginecologia dedicati al Covid, come previsto dagli atti di programmazione regionale. «La Regione Campania – ricorda il direttore generale Anna Iervolino – in vista della crescita esponenziale dei contagi, ha chiesto di incrementare i posti letto dedicati al trattamento dei pazienti Covid. Pertanto, con ulteriori interventi tecnico-impiantistici, necessari per differenziare i percorsi sporco-pulito, creare stanze di isolamento per la sicurezza degli operatori, potenziare le condotte dei gas medicali e di areazione degli ambienti, da lunedì 2 novembre siamo pronti ad attivare progressivamente i nuovi moduli assistenziali dedicati al trattamento dei pazienti positivi al Covid-19». Potranno essere assistiti pazienti, anche affetti da patologie ulteriori o bisognevoli di intervento chirurgico con sale operatorie dedicate, in reparti differenziati per gradi diversi di intensità di cure e supporto non meccanico alla ventilazione.

Subito attivi nuovi 62 posti letto che si aggiungono ai 3 moduli di ricovero ordinario, ai 20 posti letto di terapia intensiva e a quelli pediatrici e del percorso per le donne in gravidanza, attivi dall’inizio della nuova emergenza e già tutti occupati. La consegna di questa prima tranche di lavori consente di rendere attivi 110 posti letto, ma sono tanti i cantieri aperti che porteranno a breve alla realizzazione di ulteriori attivazioni, centrando l’obiettivo di 150 posti letto stabilito nell’ultima disposizione regionale del 22 ottobre scorso. I provvedimenti di accorpamento di reparto hanno consentito alla Direzione Sanitaria, d’intesa con i direttori di dipartimento, di individuare il personale medico e di comparto da impegnare nei reparti Covid. Avviati ad un programma di formazione on the job sono pronti per essere inseriti nei turni per assicurare uno standard elevato di cure come si addice ad un Policlinico Universitario.

«Un grande sforzo collettivo che vede impegnate tutte le forze migliori del Policlinico federiciano, inclusi i docenti prosegue Iervolino – che hanno fatto squadra con la direzione generale, seguendone lo stile di direzione basato sui fatti e non sugli annunci. Non è stato facile, la serietà e la professionalità delle varie componenti aziendali è la più preziosa delle risorse nei momenti difficili come questo. La conta del numero dei posti letto non rende, da sola, la misura della complessità della riorganizzazione ospedaliera che tiene conto delle risorse umane disponibili, della capacità operativa massima dei servizi di supporto come quelli di laboratorio e di diagnostica, e finanche della vetustà e obsolescenza delle strutture».

In ogni caso, come pure già stabilito dalla Regione, i restanti posti letto restano dedicati alle attività urgenti, della rete IMA, del Pronto Soccorso ostetrico e delle urgenze gastroenterologiche per citare degli esempi, e di elevata specializzazione come quelle delle reti onco-ematologiche, delle malattie rare e delle malattie croniche adulti e pediatri, per le quali il Policlinico è riferimento di pazienti delicatissimi dell’intera regione.

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