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Coronavirus

Zangrillo choc: ‘Berlusconi a marzo sarebbe morto’

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“La carica virale del tampone nasofaringeo di Berlusconi era talmente elevata che a marzo-aprile, sicuramente non avrebbe avuto l’esito che fortunatamente ha ora. Lo avrebbe ucciso? Assolutamente si’, molto probabilmente si’, e lui lo sa”.

, primario di Terapia intensiva del San Raffaele, non usa mezzi termini per raccontare la gravita’ e pericolista’ del Covid 19 e, ospite di Piazzapulita su La7, assicura che il leader di Forza Italia , ricoverato con polmonite bilaterale da coronavirus, solo pochi mesi non ce l’avrebbe fatta.

Il medico di fiducia del Cavaliere premette che Berlusconi sta meglio e che la sua risposta alla patologia e’ stata “ottimale” ma sottolinea quanto la tempestivita’ sia essenziale per battere il coronavirus: “la cosa fondamentale dell’intervento su Berlusconi non e’ stata tanto la terapia seguita una volta entrato in ospedale, ma e’ stato capire che – ha spiegato in tv – doveva andare in ospedale e che doveva andarci in quella fase. Dieci ore dopo poteva essere troppo tardi, perche’ lui e’ un paziente a rischio per i motivi che si sanno”. Per il medico infatti “e” molto piu’ importante dare degli indirizzi ai medici di medicina generale piuttosto che fare nuove postazioni di terapia intensiva che speriamo di non utilizzare mai – ha aggiunto -.

E poi e’ decisivo avere idee molto chiare sul fatto che la tempestivita’ di intervento e’ fondamentale”. “Diciamo che” Briatore e Berlusconi “sono in situazioni piu’ che soddisfacenti, stanno bene, per loro credo che l’epilogo di questa malattia sia vicino”, ha concluso Zangrillo

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Campania

Coronavirus: allarme a Pozzuoli per l’aumento dei contagi

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Coronavirus: allarme a Pozzuoli per l’aumento dei contagi

Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, ha convocato ‘ad horas’ il Comitato operativo di Protezione Civile per valutare tutte le azioni da intraprendere per contenere i contagi da Covid-19 in costante crescita in citta’. Nelle ultime 24 ore, secondo quanto ha informato lo stesso Figliolia, sono stati registrati 12 nuovi casi di cittadini positivi al virus. “Sono in isolamento domiciliare – informa il sindaco – e sono in contatto con il servizio Epidemiologico per la ricerca dei link”. La situazione generale desta molta preoccupazione perche’ negli ultimi 4 giorni a Pozzuoli si sono avuti complessivamente 23 nuovi casi di positivita’ che hanno portato il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia a 235, di questi 150 da inizio agosto. Sotto osservazione anche il focolaio scoppiato in un centro di accoglienza extracomunitari a Licola mare tra i comuni di Pozzuoli e Giugliano. Registrati anche 4 guariti negli ultimi due giorni per cui la situazione, al momento, e’ 100 persone contagiate, 122 guarite e 13 decedute. Il sindaco in una nota sul proprio profilo facebook invita i suoi concittadini alla prudenza osservando le norme antiCovid e soprattutto ad evitare gli assembramenti. Nel resto dell’area flegrea si registrano negli ultimi giorni 12 contagiati a Bacoli e 31 a Quarto. Intanto da oggi e’ diventato operativo presso l’ospedale di Pozzuoli, S. Maria delle Grazie, il reparto di isolamento Covid-19 proprio per l’innalzamento dell’allerta in tutta la regione. Nei giorni scorsi era stato riaperto il reparto di isolamento presso l’ospedale di Frattamaggiore

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Calcio

De Laurentiis positivo al coronavirus, la procura di Milano apre un fascicolo conoscitivo

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De Laurentiis positivo al coronavirus, la procura di Milano apre un fascicolo conoscitivo.

 

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo “conoscitivo” a modello 45, cioe’ senza ipotesi di reato ne’ indagati, per la vicenda relativa al presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che il 9 settembre aveva partecipato ad un’assemblea della Lega Calcio pur avendo sintomi riconducibili al Covid. Sulla vicenda era stato il Codacons a presentare un esposto chiedendo di indagare per epidemia colposa.

L’apertura del fascicolo – che rientra nelle indagini coordinate dal dipartimento tutela della Salute della Procura, guidata da Tiziana Siciliano – e’ un atto dovuto conseguente all’esposto, ma e’ prevedibile che nessuna ipotesi di reato possa configurarsi.

Secondo quanto appreso, infatti, De Laurentiis non aveva ancora avuto il risultato del tampone e dunque non sapeva con certezza di essere positivo, sebbene avesse qualche sintomo. Quando si e’ presentato a Milano in Lega Calcio, parlando anche con diversi giornalisti senza mascherina, non aveva un certificato di positivita’. In questo caso, il Testo Unico delle leggi sanitarie (all’articolo 260) prevede soltanto un illecito amministrativo, punibile con una multa (da 400 euro a 3mila euro). L’autoisolamento in caso di febbre superiore a 37,5 o manifestazioni della malattia non certificate e’ infatti considerato puramente fiduciario.

Diverso il caso di chi viola la prescrizione di stare a casa dopo aver avuto una diagnosi di positivita’: in questa circostanza e’ invece prevista l’ipotesi di inosservanza dei provvedimenti dell’autorita’ (art. 650): un reato (aggravato per l’eventuale conseguente epidemia) punibile da tre a 18 mesi e con un’ammenda da 500 a 5mila euro.

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