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Cronaca Nera

Omicidio di Willy: restano in carcere 3 dei 4 ragazzi arrestati

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Restano in carcere tre dei quattro arrestati per l’omicidio di , ucciso nel corso di una rissa la notte tra sabato e domenica.

 

Il gip di Velletri ha convalidato l’arresto per concorso in omicidio preterintenzionale per i fratelli Gabriele e Marco Bianchi, Mario Pincarelli mentre Francesco Belleggia ha ottenuto la detenzione domiciliare. Il ragazzo ieri nel corso dell’interrogatorio di garanzia avrebbe detto di avere visto uno dei fratelli Bianchi colpire Willy.

 

“Marco e Gabriele non hanno ucciso Willy. Erano lì perché chiamati da alcuni amici. Si sono avvicinati, hanno colpito qualcuno ma non hanno toccato il ragazzo e ora abbiamo anche i testimoni”. A “The Breakfast Club” su Radio Capital parla Massimiliano Pica, avvocato difensore dei fratelli Bianchi, accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte. “Quella sera c’era una lite tra una quindicina di persone. I fratelli Bianchi erano lì ma due ragazzi confermano che a colpire Willy è stato qualcun altro. Chi ha sbagliato pagherà”.

“Io sono di Colleferro e ho ricevuto molti insulti – spiega l’avvocato Pica – ma ho letto tutte le prove e voglio anche io fare chiarezza su quello che è successo. Non sono stati i fratelli Bianchi e dietro l’omicidio non ci sono moventi razziali”.

“Mi vergogno per gli assassini di Willy, ma i miei figli non sono i mostri che avete descritto e la piena verita’ su di loro verra’ fuori. Devono pagare se hanno sbagliato, qualunque cosa hanno fatto, ma non per quello che non hanno fatto. La giustizia deve andare fino in fondo. Sono sicura che non sono stati loro a ucciderlo, una mamma certe cose le sa”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera Antonietta Di Tullio, la madre di Gabriele e Marco Bianchi, accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte a Colleferro. Di Tullio chiede di non giudicare i figli dalle foto. “Gabriele ha aperto un negozio di frutta, Marco aiuta nel ristorante di Alessandro, e dove c’e’ da dare una mano ci sono sempre”, dice.

“Li giudicate per come appaiono su Facebook ma quelle sono stupidaggini. La foto dietro le sbarre e’ dal parrucchiere ‘Capelli in gabbia’ di Lariano, gli orologi che indossano valgono 200 euro”. Gabriele e Marco, prosegue, “hanno fatto a botte ma con gente come loro, adulti. Quella sera erano li’ da pacieri, non se la sarebbero mai presa con un ragazzino”. “Se penso alla mamma di Willy sto male. Vorrei darle tutto il mio cordoglio, mandarle un abbraccio, ma a che servono le parole? So che la sua vita e’ distrutta e niente sara’ piu’ come prima”, conclude.

A intervenire, in un colloquio con Repubblica, e’ anche Silvia Ladaga, compagna di Gabriele Bianchi. “La giustizia fara’ il suo corso e uscira’ la verita’. Se Gabriele ha sbagliato e’ giusto che paghi. Pero’ deve essere appurato da un tribunale, non dalla stampa che ha gia’ emesso sentenza di colpevolezza”, dichiara. “Il giovane Willy e’ la prima vittima di questa tragedia. Qualcuno puo’ anche non credermi, ma e’ a lui e alla sua famiglia che va il mio pensiero. Come futura madre – dice la donna al sesto mese di gravidanza – non posso che pregare e piangere per lui. Porto nel grembo un bambino che, in questo mondo, puo’ morire per un motivo futile e irrisorio come e’ successo a Willy. E’ un pensiero che mi terrorizza”.

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Cronaca Napoli

Sfuggi al blitz contro i nuovi clan di Scampia: arrestato nel Casertano

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Sfuggi al blitz contro i nuovi clan di Scampia: arrestato nel Casertano. Scovato dai militari in un appartamento di Castel Volturno.

 

Pietro Gemito, 25 anni tra qualche giorno, sfuggito alla cattura lo scorso 4 settembre nell’ambito di un’operazione della DDA e dei Carabinieri della Compagnia Vomero di Napoli contro i clan di Scampia, ovvero i reduci del clan Lorusso.

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Il latitante è stato individuato e arrestato dai militari del Nucleo Operativo Vomero a Castel Volturno, in provincia di Caserta. Gemito. E’ stato scovato dagli investigatori in un appartamento della zona.  Dopo le formalità di rito è stato portato in carcere.

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Campania

Torna in carcere il boss Pasquale Zagaria

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Torna in carcere boss Pasquale Zagaria.Era agli arresti domiciliari da aprile, trasferito nel carcere di Opera.

 

Torna in carcere Pasquale Zagaria, ergastolano e fratello del capoclan dei Casalesi Michele. Il boss e’ stato trasferito questa mattina nel carcere di Opera a Milano, la struttura individuata dal Dap come luogo idoneo per la detenzione. Zagaria era stato scarcerato ad aprile dal giudice di sorveglianza di Sassari, lo stesso che ha poi sollevato questione di legittimita’ costituzionale contro il decreto Bonafede.

Zagaria, che e’ malato da tempo, era stato posto ai domiciliari in casa di un familiare a Brescia per motivi legati all’emergenza Coronavirus: l’ospedale di Sassari dove seguiva le terapie per la malattia, non era piu’ in grado di prestargli le cure necessarie. Il tribunale di sorveglianza di Sassari aveva pero’ disposto un termine di cinque mesi alla misura dei domiciliari, che e’ scaduto ieri. Il tribunale di Brescia, al quale i colleghi sardi avevano girato il fascicolo per competenza, hanno dunque ritenuto cessate le esigenze e riportato il boss in carcere.

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