Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy

Acerra

Acerra, tentano assalto al bancomat con esplosivo: colpo fallito

Pubblicato

in

assalto bancomat


Acerra, tentano assalto al bancomat con esplosivo: colpo fallito.Banditi in fuga, indagano i carabinieri.

 

Assalto a un bancomat fallito, la scorsa notte ad Acerra, dove un gruppo di malviventi ha cercato di far saltare, con una carica esplosiva, lo sportello bancomat dell’Unicredit che si trova in corso Italia. Il rapido intervento dei carabinieri del nucleo radiomobile di Castello di Cisterna  e della stazione di Acerra, innescato dall’allarme, ha messo in fuga i banditi. Sull’accaduto sono in corso indagini da parte degli investigatori della sezione operativa dei militari di Castello di Cisterna.  I militari stanno visionando le immagini del sistema di video sorveglianza della banca e di quelle pubbliche e private nella zona dell’esplosione.

Continua a leggere
Pubblicità

Acerra

‘Ti amerò oltre le nuvole’, il commovente messaggio di Ciro alla sua Maria Paola

Pubblicato

in

‘Ti amerò oltre le nuvole’, è parte del commovente messaggio di Ciro a Maria Paola che compare su un cartello corredato alcune foto che compare sulla chiesa al parco Verde a Caivano dove si stanno svolgendo i funerali della ragazza morta mentre veniva inseguita dal fratello che non accettava la sua relazione con Ciro un ragazzo trans.

 

E proprio quest’ultimo l’autore della frase riportata sul cartello affisso da due ragazze, che subito dopo sono andate via. “Correvamo soltanto verso la nostra libertà – si legge sul cartello – o almeno credevamo di farlo. Verso la nostra piccola ma grande felicità. Ovunque sarai il mio cuore sarà lì con te. Ti amerò oltre le nuvole. Dal tuo grande amore Ciro”. Sul cartello sono state incollate anche 4 foto, selfie di Ciro e Maria Paola, ed è stato disegnato un cuore con all’interno la scritta “Ciro e Paola per sempre”.

C’è anche il nome di Michele Gaglione tra quelli dei parenti che, sul manifesto funebre affisso all’entrata della chiesa di San Paolo apostolo nel Parco Verde di Caivano, annunciano la morte di Maria Paola, la ragazza deceduta nella notte tra venerdì e sabato dopo essere caduta dallo scooter sul quale viaggiava con il compagno Ciro Migliore, ragazzo trans. A inseguirli era proprio il fratello di Maria Paola, Michele, arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

 

Ciro ha potuto vedere per l’ultima volta la sua amata. Ha reso omaggio alla salma della giovane, prima che il feretro giungesse a Caivano, dove avranno luogo i funerali. Ciro ha ottenuto il permesso della Procura ed è stato scortato dalla polizia.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE :La famiglia di Maria Paola: ‘Chiusi nel dolore per doppia tragedia’ Arci gay Napoli attacca don Patriciello

“Ci siamo conosciuti quando avevamo 15 anni, un anno dopo ci siamo fidanzati – racconta durante l’intervista a Tv8 – ci guardavamo dal balcone di casa. E’ stato il mio primo e più grande amore. E non lo dimenticherò mai. Il nostro sogno era avere una casa insieme”. Sul perché questo amore veniva così osteggiato, Ciro non ha dubbi: “Non capiscono cos’è l’amore. Secondo loro eravamo due donne senza un futuro davanti a noi. Per questo non volevano che ci amassimo. Paola, invece, si è innamorata di me per quello che sono. All’inizio ci vedevamo di nascosto, la sua famiglia non mi aveva accettato. A chi si trova in situazioni simili, dico di combattere sempre per la propria vita e per il proprio amore”.

Continua a leggere



Acerra

La famiglia di Maria Paola: ‘Chiusi nel dolore per doppia tragedia’. Arci gay Napoli attacca don Patriciello

Pubblicato

in

Sono “chiusi nel loro dolore” i familiari di Maria Paola Gaglione, giovane di Caivano morta nella notte tra venerdì e sabato mentre veniva inseguita dal fratello Michele, contrario alla sua relazione sentimentale con Ciro Migliore, ragazzo trans.

 

Franco Gaglione, Pina Amico e Sefora Zanfardino, rispettivamente padre e madre di Maria Paola e Michele, e moglie di Michele nonché cognata di Maria Paola, si sono affidati all’avvocato Francesco Luigi Marini per veicolare le loro comunicazioni in un momento in cui “stanno vivendo una tragedia nella tragedia”: una figlia che non c’è più e un figlio indagato per omicidio preterintenzionale e attualmente in carcere a Poggioreale. Silenzio stampa assoluto quindi, con la sola eccezione di un appello inviato questa mattina “alla comunità gay” affinché, nel giorno dei funerali che si celebreranno oggi alle 16 a Caivano, possa “partecipare non tanto fisicamente quanto emotivamente, insieme a loro, all’ultimo saluto”.

Solo attraverso comunicati diffusi dal legale, viene ribadito, i familiari di Maria Paola nei prossimi giorni risponderanno in merito a notizie di stampa “non veritiere” che stanno circolando in merito alla tragica vicenda della loro figlia e agli “attacchi derivanti dall’onda emotiva” che stanno ricevendo.

Intanto l’associazione Antinoo Arcigay Napoli esprime “tutta la sua amarezza e la sua delusione nel constatare che, in una circostanza gravissima come la morte di Maria Paola Gaglione, un punto di riferimento importante per la comunità del territorio, don Maurizio Patriciello abbia utilizzato le colonne della testata ‘L’Avvenire’ per accusare l’Arcigay di Napoli di voler strumentalizzare la drammatica vicenda di Caivano, attraverso un comunicato stampa, quello diramato per denunciare il fatto sangue, che, a detta del parroco, sarebbe inesatto sin dall’inizio”. E’ quanto si legge in un lungo comunicato dell’Arcigay di Napoli. “Le inesattezze a cui fa riferimento don Patriciello ci sono, è vero – prosegue la nota – e sono relative all’età della ragazza morta e al nome del fratello tratto in stato di fermo. Due errori formali, due refusi per dirlo in termini tecnici, dettati dalla tensione del momento e dalla drammaticità del fatto che ha profondamente scosso l’animo della comunità Lgbt+.

Resta il fatto che non si capisce quale sarebbe la ragione per cui il comunicato di un’associazione di volontariato presente da 36 anni sul territorio, come Antinoo Arcigay Napoli, avrebbe avuto un intento strumentalizzante. Quale interesse personale, ci chiediamo attoniti, avremmo perseguito nel denunciare la violenta storia di sangue che ha colpito una giovane coppia, il cui amore è stato distrutto per il semplice fatto di non essere conforme a standard socio-culturali proprio di un immaginario sessista, maschilista, misogino e patriarcale? Quale forma di manipolazione avremmo agito sui fatti in questione?”.

Secondo Arcigay Napoli, soprattutto in territori socialmente e culturalmente difficili, come quello in cui si è consumato il fatto”.

Inoltre, prosegue Arcigay Napoli, “non è possibile non reagire con un sussulto di sdegno verso il maldestro tentativo di giustificare il gesto di Michele Gaglione che, qualora la dichiarazione riportata da Rai News fosse vera, ‘ridurrebbe’ un atto di violento frutto di immotivato e cieco odio transfobico in una ‘lezione’ finita male, come se fosse possibile avallare, nel 2020, l’ipotesi di un intervento punitivo, di tipo familiare, funzionale a castigare e reprimere, con forza e brutalità, la dimensione affettiva di una ragazza maggiorenne, ‘colpevole’ di vivere un amore non conforme alle attese maschiliste, transfobiche ed eterosessiste della famiglia.

Padre Patriciello, invece di utilizzare le colonne dell’Avvenire per gettare discredito sul lavoro disinteressato e continuo dei militanti Lgbt, facendo riferimento a oscure e imperscrutabili strumentalizzazioni delle notizie, avrebbe potuto chiarire il proprio pensiero, stigmatizzando con fermezza e decisione qualsiasi forma d’odio e di violenza nei confronti delle persone Lgbt+ e consolidando in questo modo quella cultura della legalità e del rispetto per l’altro, di cui ha un vitale bisogno un territorio martoriato dalla camorra”, conclude la nota di Antinoo Arcigay Napoli.

Continua a leggere



Le Notizie più lette