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‘Ti devo far uccidere, devi assumere mio nipote’, minacciato di morte in Municipio il sindaco di Bacoli

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sindaco bacoli

“Ti devo far uccidere, devi assumere mio nipote. Devi avere un tumore”. Queste le frasi pronunciate questa mattina da un uomo entrato nel Municipio di Bacoli e dirette al sindaco della cittadina flegrea, Josi Gerardo Della Ragione.

 

A darne notizia è lo stesso primo cittadino, che cita un altro episodio avvenuto sempre stamattina: “Stamattina sono stato minacciato di morte da un cittadino che, venuto in Municipio, ha urlato: ‘Ti devo far uccidere, devi assumere a mio nipote. Devi avere un tumore’. Ho sempre vissuto la mia passione politica come servizio, al fianco dei cittadini. Con trasparenza, onestà. Mi si contesti tutto, mi si contestino le scelte che prendo quotidianamente per governare la nostra Bacoli. Ma non si metta in discussione la mia integrità morale. Non lo accetto”.

Il primo cittadino di Bacoli  poi spiega: “Sempre stamattina, ho incontrato una coppia di cittadini che, “per tirare a campare”, svolgevano storicamente l’attività di parcheggiatori abusivi. Tra Baia e Miseno. Adesso, con le azioni che stiamo mettendo in campo sul fronte del ripristino della legalità sul territorio, non gli è più possibile farlo. Hanno occupato il Municipio per qualche ora, chiedendo un lavoro per poter crescere i propri figli. È un dramma sociale sempre più diffuso. Capisco che tutti vogliano tutto dal sindaco. Ed è altrettanto chiaro che è impossibile rispondere ai bisogni occupazionali di centinaia di persone. Ciò che però prometto è la trasparenza. L’ho sempre garantita, continuerò ad assicurarla. Sempre. Nell’esclusivo interesse della comunità. Senza privilegi”.

Ad ottobre è in programma il bando pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di almeno sei operai della nettezza urbana. Lo dovevamo fare a febbraio, avevamo già contattato e incontrato i responsabili dell’ufficio di Collocamento ad Arco Felice. Ma la pandemia ha bloccato tutto. Lo faremo in modo limpido, coinvolgendo il Centro per l’impiego. E prendendoci tutto il tempo necessario per la selezione. In questi giorni, per assicurare le ferie ed il riposo ai lavoratori della Flegrea Lavoro, la società, in piena autonomia gestionale, ha avviato un percorso con agenzie interinali. E che assicurerà un diritto costituzionale per operai, prossimi alla pensione, stremati dal caldo e dalle innumerevoli ore di straordinario. Alcuni di loro, in queste settimane, sono svenuti più volte. Altri, senza riposo, non riuscivano più ad assicurare la rimozione della raccolta differenziata. Lasciando la spazzatura in strada e piazze e marciapiedi non puliti. Un percorso valido per i prossimi due mesi. Fino al 31 ottobre. Che ci permetterà di far fare le ferie, e di avere una città pulita. Dopo, si procederà ad assumere i lavoratori a tempo indeterminato. Ripeto, nella massima trasparenza.

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Non replico, infine, a chi vuole far credere ad una mia condotta disonesta. Alle forze politiche che provano a strumentalizzare la fame della gente. Scatenando rabbia sociale. Sono mosso esclusivamente da interessi pubblici. Tanto è vero che, già in mattinata, ho fornito all’Arma dei Carabinieri tutti i documenti della procedura portata avanti dalla Flegrea Lavoro, affinché possano accertare se vi siano state irregolarità. In modo limpido. Senza mai nascondere nulla.

Con i miei concittadini, con la mia gente, sono sempre pronto a parlare di persona. In ogni contesto. Guardandoli negli occhi. Ho sempre fatto così. È l’unico modo per conosco per tirare, tutti insieme, questa città fuori dal baratro in cui l’abbiamo trovata. La mia porta è sempre aperta. Il mio cellulare, sempre acceso. Non è stata una mattinata semplice, ma fare il sindaco significa anche questo. Ovviamente, non mollerò di un centimetro. Perché soltanto in un modo si potranno dare le tanto attese risposte occupazionali: cambiare la città, attraverso una programmazione chiara ed il respirino delle regole. Ci vorrà tempo e duro lavoro. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Un passo alla volta”.

 

 

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Italia

Il Governo approva il Green pass obbligatorio nelle scuole

Senza il certificato non si potrà andare a scuola. Obbligo anche per gli studenti universitari. Ai professori senza Green Pass, stop stipendio dopo 5 giorni di assenza

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green pass

Green pass obbligatorio per il personale della scuola. E’ quanto è stato confermato dalla cabina di regia del governo.

Tutto il personale della scuola e dell’università, “al fine di garantire la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione in presenza del servizio essenziale d’istruzione”, dovrà avere ed esibire il Green pass. “Il mancato rispetto delle disposizioni è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”.

E’ quanto prevede la bozza del decreto sull’obbligo del green pass per la scuola e l’università in discussione al Cdm.

Nell’anno 2021-2022 per “assicurare il valore della scuola come comunità e tutelare la sfera sociale e psico-affettiva” degli studenti, tutte le lezioni si svolgono in presenza. Si apre così la bozza del nuovo dl Green pass. Il testo, di 10 articoli, parte dalla scuola e stabilisce l’obbligo di mascherina (tranne sotto i 6 anni). Regioni e Comuni potranno chiudere istituti e fare lezioni in Dad solo come “deroga” per “specifiche aree del territorio o singoli istituti”, “esclusivamente in zona rossa o arancione” o per casi “eccezionali” di focolai o rischio “particolarmente elevato”.

“Bene il ritorno in presenza per tutte le scuole e in tutte le zone”, ha detto il capodelegazione del M5S Stefano Patuanelli al termine del Cdm.
Obbligo di Green pass anche per gli studenti universitari, alla ripresa dell’anno accademico. L’obbligo varrà per i professori universitari, come per tutto il personale scolastico. Una discussione sarebbe in corso sugli studenti delle superiori che abbiano più di 16 anni.

 

Tamponi rapidi in farmacia ad 8 euro per i ragazzi tra i 12 e i 18 anni e a 15 euro per tutti gli altri italiani.

E’ quanto stabilisce il protocollo d’intesa predisposto dal Commissario per l’emergenza Francesco Figliulo d’intesa con il ministro della Salute Roberto Speranza e i presidenti di Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite. L’ipotesi della gratuità dei test anti-Covid, spiegano fonti di governo, è stata scartata perché avrebbe potuto disincentivare i più giovani a immunizzarsi.

GREEN PASS E TRASPORTI

Il Green Pass sarà dal 1 settembre obbligatorio su navi e traghetti interregionali ad esclusione dello Stretto di Messina, sui treni di tipo Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità, sugli autobus che collegano più di due Regioni. Obbligo di certificazione verde anche per gli autobus adibiti a servizio di noleggio con conducente, ad eccezione di quelli aggiuntivi al servizio pubblico locale e regionale. E’ quanto prevede la bozza del nuovo dl sul Green Pass che il Cdm si appresta a varare. L’obbligo non applica per i soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e per i soggetti esentati dal vaccino con certificazione medica.

Si va verso l’aumento della capienza dei trasporti a lunga percorrenza, a cominciare dai treni. Nel corso della cabina di regia l’orientamento emerso è quello di aumentare la capienza dal 50% all’80% dei posti disponibili.

Il green pass non sarà obbligatorio per bus e metropolitane del trasporto pubblico locale e per i treni regionali. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini rispondendo al question time alla Camera sottolineando che, per quanto riguarda il trasporto pubblico, la capienza sarà dell’80% anche in zona gialla. Il pass, ha ribadito il ministro, “è una misura di ragionevolezza e buonsenso che non mira a vietare ma a favorire gli spazi di libertà dei cittadini ed evitare nuove chiusure e lockdown”.

I clienti degli alberghi che vogliono accedere ai ristoranti e ai bar al chiuso nelle strutture non dovranno utilizzare il green pass. Lo ha deciso, secondo quanto si apprende da fonti di governo, la cabina di regia tra i capigruppo della maggioranza confermando quanto già previsto dal decreto precedente. Nel corso della discussione, sempre secondo fonti presenti alla riunione, parte della maggioranza avrebbe voluto introdurre anche per gli alberghi l’obbligo ma alla fine si è deciso di mantenere invariata la norma attuale

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Una norma ad hoc riguarderà i cittadini di San Marino, nel decreto sul Green Pass che il Consiglio dei ministri si appresta a varare. Il tema è che nella piccola Repubblica appenninica il vaccino più diffuso è lo Sputnik e non uno dei quattro usati in Italia. L’ipotesi, spiegano fonti di governo, è di estendere per i sanmarinesi l’esenzione dal Green Pass fino al 15 settembre ma una decisione non è stata ancora presa.

Chi ha fatto due dosi del vaccino di Reithera sarà esentato dal Green pass, mentre chi ha fatto una sola dose avrà indicazione di fare la seconda dose con un vaccino riconosciuto, per ottenere così la certificazione verde.

E’ l’orientamento che emerge dalla cabina di regia di questa mattina. Secondo quanto si apprende da fonti di governo, chi ha partecipato alla sperimentazione di Reithera dovrebbe uscire dall’attuale incertezza ed essere esentato per sessanta giorni dal Green pass. L’esenzione è legata al fatto che il certificato può essere riconosciuto solo a chi abbia fatto un vaccino già vidimato dall’Ema.

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La quarantena per chi abbia completato il ciclo vaccinale, in caso di contatto con un positivo al Covid, durerà sette giorni invece di dieci. E’ l’orientamento che emerge dalla cabina di regia di governo sul Covid. I nuovi termini dovrebbero essere indicati da una circolare del ministero della Salute: la quarantena potrà terminare al settimo giorno, dopo tampone negativo.

GREEN PASS OK AL 50% NEGLI STADI

Il Consiglio dei Ministri ha accolto le richieste del mondo del calcio dando mandato al Dipartimento per lo Sport di dare le linee guida per la presenza effettiva del pubblico al 50% con modalita’ a scacchiera e con Green Pass all’interno degli impianti all’aperto. Fondamentale il lavoro del presidente Gravina e del Sottosegretario Vezzali per permettere ai tifosi di sedersi dunque un seggiolino si e uno no nonostante la minore distanza sociale tra una persona e l’altra (inizialmente prevista in un metro). Inoltre per i palazzetti al chiuso la capienza aumentera’ dal 25% al 35%.

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Cronaca Giudiziaria

Tangenti Sma, Abbate si ‘pente’ e racconta le tangenti a funzionari e politici

ESCLUSIVO L’imprenditore napoletano che gestiva la manutenzione dei depuratori della #RegioneCampania confessa ai pm: “Pagavo 30mila euro al mese di tangenti a funzionari e dirigenti, 20mila euro in nero per la campagna elettorale dell’onorevole #Passariello”

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Tangenti Sma

Avidità di funzionari regionali, tangenti per appalti milionari per la depurazione: l’imprenditore Salvatore Abbate si ‘pente’ e confessa la ‘madre’ delle tangenti Sma.

Lo ha fatto due giorni prima dell’avvio dell’udienza preliminare del processo per tangenti, corruzione e legami con la camorra per gli appalti nella Sma (società in house della Regione Campania che si occupa dei depuratori) che si sta celebrando dinanzi al Gip del Tribunale di Napoli. Un processo nel quale Salvatore Abbate, 53 anni di Volla, alias Totore ‘a cachera, ha strappato un patteggiamento di 4 anni e 10 mesi con lo sconto di un terzo.

Una confessione raccolta dai pm Ivana Fusco e Henry John Woodcock il 22 luglio scorso e trasfusa nel processo in corso. 

L’imprenditore che per circa un triennio si è accaparrato appalti per la manutenzione dei depuratori lo smaltimento dei fanghi della depurazione in Campania, corrompendo funzionari regionali, politici e addetti ai controlli grazie ad un sistema consolidato. 

“Ammetto gli addebiti – ha detto dinanzi ai pm napoletani, negli uffici della Procura – ma non ho nulla a che fare con la criminalità organizzata che anzi aborro. Ammetto che ho corrotto e che ho sbagliato ma per ignoranza e solo per lavorare, ma con la criminalità organizzata non ho mai avuto nulla a che vedere”. 

L’imprenditore, attualmente in carcere, ha ripercorso i rapporti con i funzionari e dirigenti della Sma, la società in House della Regione Campania che nel 2016 è subentrata nella gestione del depuratore di Napoli Est. 

Una gestione che secondo Abbate è stata la sua rovina e accusa un funzionario della Sma non imputato nel processo in corso di essere stato colui che per primo lo pose davanti alla scelta: “Se vuoi continuare a lavorare devi versare il 10% del fatturato come tangente”.

E allora senza mezzi termini, Abbate racconta: “Il dott. Soria, funzionario di Sma, – si legge nel verbale depositato – mi disse chiaramente che se avessi voluto continuare a lavorare come appaltatore di Sma dovevo versare il 10% del mio fatturato a titolo di tangente. Mi disse che se volevo continuare ad avere le proroghe dovevo versare a lui e al suo dirigente il 10%”. 

E il 10% in quei primi anni. Era 25-30mila euro al mese. “Sono certo che quella somma veniva divisa tra Soria e Silvestro (dirigente Sma non imputato nel processo in corso, ndr). Ammetto di aver pagato tangenti per continuare a lavorare”.

Un pagamento fisso quello che racconta Abbate: “Veniva consegnata il 2 o il 3 di ogni mese all’interno del Depuratore di Napoli Est. Soria e Silvestro mi dicevano che in cambio mi avrebbero fatto lavorare, nel senso che mi avrebbero prorogato o non avrebbero consentito ad altri imprenditori di entrare negli appalti riguardanti Napoli Est”. 

L’imprenditore sostiene di aver ceduto ad una sorta di ‘ricatto’: o paghi o non lavori con noi. 

Ma quella tangente non è l’unico ‘sostegno’ che Abbate ha versato per oleare il sistema. 

Abbate parla alche di altri ‘aiuti’: quello per esempio al direttore generale della Sma, Lorenzo Di Domenico, nominato dall’allora consigliere regionale di Fdi, Luciano Passariello. Entrambi sono imputati nel processo in corso. 

“Alla fine del 2017 – racconta Abbate – fu nominato amministratore della Sma, Lorenzo Di Domenico che ad un certo punto si presentò da me e mi chiese una tangente del 30% sul mio fatturato”. 

Quel 30%, secondo Abbate, fu oggetto di trattativa: “Alla fine ci accordammo per la corresponsione a Di Domenico di 7mila euro di tangente, lui mi disse che sapeva della tangente a Soria e Silvestro e dunque per lavorare dovevo pagare anche a lui”. 

Abbate, inoltre, ritorna sul finanziamento alla campagna elettorale dell’allora consigliere regionale Luciano Passariello (Fdi), imputato nel processo in corso.

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“Di Domenico in un’occasione mi chiese 15 o 20mila euro in contanti e in nero da destinare alla campagna elettorale dell’onorevole Passariello. Non so dire con precisione di quali consultazioni elettorali si trattasse ma era sicuramente il 2018”. 

Nel 2018 Passariello era candidato alle elezioni politiche per il rinnovo della Camera dei deputati e oltre ad essere consigliere regionale nella legislazione del presidente Vincenzo De Luca, era anche Presidente della Commissione d’inchiesta sulle società partecipate della Regione Campania (compresa la Sma).

Abbate sostiene di aver consegnato la somma per la campagna elettorale a Riccardi (Luigi Riccardi, all’epoca direttore dell’impianto di depurazione di Napoli Est e Marcianise): “Consegnai la somma a Riccardi su richiesta di Di Domenico”.

Abbate ha poi raccontato di aver continuato a pagare tangenti fino al giorno del suo arresto nell’inchiesta che oggi lo vede imputato per associazione per delinquere e corruzione, oltre a riciclaggio e inquinamento ambientale.

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