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Cultura

Quarantena diVersi: fotografia dell’Italia ai tempi del lockdown

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Un a cura di e . Diciotto scrittori e poeti hanno messo su carta le emozioni del periodo di blocco totale legato alla pandemia in un coinvolgente viaggio tra fragilità e speranza.

 

Un tempo dilatato e dal ritmo lento racchiuso tra le mura di casa, ha fatto sì che vedesse la luce “”, un progetto editoriale nato durante il , che ha coinvolto poeti in tutta Italia. L’antologia, geniale intuizione dell’artista Christian Palladino insieme a Lara Bellotti, editor e consulente editoriale, nel libro anche nei panni di autrice, ha dato voce alla vulnerabilità dei sentimenti. Poesie, riflessioni, pensieri, aforismi affollano le pagine di questo viaggio evocativo il cui protagonista è lo stato d’animo. Il potere della parola che si fa spazio dentro sé stessi, in attesa di riabbracciare la vera vita. La fragilità di fronte al dolore, l’incertezza generata dalla drammaticità di quei giorni, l’assenza dei propri affetti, il silenzio innaturale, hanno stravolto e destabilizzato tutti, offrendo però la possibilità di consolidare un clima di solidarietà e partecipazione. Ed ecco che si comincia a scrivere, ad esternare la propria emotività, e i versi giungono al lettore in modo immediato, senza sovrastrutture; variano nel tema e nello stile regalando momenti di fantasia e leggerezza. Dai versi d’amore alla consapevolezza della paura, dal sogno disincantato all’introspezione più profonda; dalla piacevolezza di un ricordo alla profonda resilienza. “La poesia è energia e come la musica parla alla nostra anima nella sua giusta ritmica e melodia – afferma Christian Palladino -.

Il lockdown, ci ha fatto vivere condizioni straordinarie, un serbatoio di emozioni, una risorsa esclusiva da cui tutti abbiamo attinto per realizzare con semplicità i nostri scritti. Alla fine del libro troverete cinque pagine vuote. E’ intenzionale la scelta quasi a suggerire al lettore qualora lo volesse, di aggiungere un proprio pensiero”. Lacrime, gioie, sorrisi, sussulti; così la poesia prende forma ed esplicita il suo linguaggio autentico e trasparente. Diciotto gli autori che hanno partecipato a Quarantena diVersi tra i quali Cristian Marcorè, nipote di Neri, volto noto del piccolo e grande schermo. Il libro è disponibile su tutte le piattaforme online.

www.facebook.com/christianpalladinoofficial/

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Cultura

Premio Siani a Vincenzo Sbrizzi di NapoliToday: “Un onore per chi è nato a Torre Annunziata”

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Il Premio Siani 2020 è andato a Vincenzo Sbrizzi, giornalista di NapoliToday, per la pubblicazione “Torre Annunziata tra camorra e deindustrializzazione“.

Il riconoscimento è stato consegnato il 23 settembre durante l’iniziativa “Con Giancarlo Siani” per commemorare i 35 anni dalla morte del cronista ucciso dalla camorra. Insieme a Sbrizzi, il premio è andato anche a Simona Melorio, coautrice dello studio.

“Per un cronista di giudiziaria nato a Torre Annunziata e cresciuto come giornalista percorrendo le stesse strade e vivendo gli stessi luoghi che viveva Giancarlo – racconta Sbrizzi –, ricevere questo premio è un’emozione unica. Ancora oggi, a qualsiasi torrese venga detto di essere un giornalista si riceve come risposta «Vuoi diventare come Siani?». Un modello a cui, chiunque faccia questo mestiere, soprattutto in questa terra, aspira dal primo momento in cui inizia a scrivere. Questo riconoscimento è un onore che dà la forza e obbliga a continuare a raccontare la verità sulla nostra terra, anche se dolorosa”.

La diciassettesima edizione del Premio Siani, è stata coordinata da Gianmario Siani, presidente della Fondazione Giancarlo Siani onlus, e da Geppino Fiorenza, presidente onorario della stessa Fondazione. All’iniziativa, introdotta da Paolo Siani, fratello di Giancarlo, ha partecipato il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Hanno partecipato, tra gli altri, anche il prefetto di Napoli, Marco Valentini e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Deindustrializzazione e mafie: il caso di Torre Annunziata

Le crisi industriali influiscono sulla nascita dei fenomeni criminali? A questa domanda risponde la ricerca “Torre Annunziata tra camorra e deindustrializzazione”, scritta da Vincenzo Sbrizzi e Simona Melorio con l’introduzione di Isaia Sales e pubblicata da Editoriale Scientifica di Napoli. Finanziata dalla Fondazione Polis e realizzata con il centro ricerche “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa, la ricerca ha provato a fare luce su un periodo fondamentale per la storia cittadina.

La crisi industriale esplosa nel dopo terremoto del 1980 è stata contemporanea al fenomeno del contrabbando prima e della nascita del clan Gionta poi. Un’escalation che ha portato, dal punto di vista economico, alla dissoluzione del polo industriale oplontino, che si era guadagnato l’appellativo di “Manchester del Sud” e, dal punto di vista criminale, ad una serie di faide che hanno toccato il loro picco di drammaticità con la strage di Sant’Alessandro del 1984 e l’omicidio del giornalista Giancarlo Siani, corrispondente da Torre del quotidiano Il Mattino.

Attraverso lo studio di questi due binari, l’evoluzione economica cittadina e la nascita dei fenomeni criminali, i ricercatori hanno analizzato un caso per certi versi paradigmatico che ha fornito conferme sul ruolo delle crisi economiche nell’evoluzione degli scenari criminali. Una ricerca che ha ripercorso le vicende cittadine a partire dall’inizio dell’800 fino ad arrivare ai giorni nostri e che ha avuto negli anni ’70 e ’80 il suo focus principale.

Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi dei dati demografici, occupazionali e delle statistiche dei reati di sangue, gli omicidi in particolare. Per il loro reperimento sono stati utilizzati gli atti giudiziari, gli atti ufficiali del Comune, le pubblicazioni scientifiche, le rassegne stampa degli articoli dell’epoca oltre che le interviste a testimoni privilegiati di quel periodo storico. La ricerca dei dati ha, infine, potuto contare sull’opera certosina della Polizia di Stato, attraverso il reperimento e l’analisi dei dati di Nunzia Brancati che è riuscita a ricostruire ogni singolo delitto commesso a Torre Annunziata dal 1980 al 2018, della giornalista e ricercatrice Rita Annunziata e degli stagisti Antonio Pelliccia e Roberto Scotti. L’opera si è avvalsa inoltre della consulenza di Antonio Fisichella.

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Cultura

A Napoli si riparte dal San Carlo con l’apertura stagione sinfonica

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A Napoli si riparte dal San Carlo con l’apertura stagione sinfonica

 

 

Napoli riparte dopo la pandemia di Covid-19. Nonostante la curva dei contagi sia ancora in salita, turisti non solo italiani da agosto sono tornati a sceglierla come luogo di vacanza. Riprendono anche gli spettacoli. E dopo la mini stagione estiva in piazza, con stelle della lirica del calibro di Anna Netrebko e Jonas Kaufmann, il San Carlo ieri sera ha riaperto le porte del teatro per la stagione sinfonica 2020/21. E’ l’orchestra sancarliana con Juraj Valchua, direttore musicale del Massimo partenopeo, sul podio, ha inaugurare il nuovo ciclo di concerti con la prima sinfonia di Gustav Mahler, ‘Titano’ per un sold out dei soli 500 posti disponibili sui 1.300 di reale capienza del teatro ieri sera.

Ma, oltre l’applauso iniziale, che era un saluto a vecchi amici più che il cortese rito di apertura di ogni esibizione, straordinaria è stata l’ovazione finale, un lungo battere delle mani e grida di ‘bravi’ e ‘bravo’ ripetute quattro volte, non solo un tributo a una esecuzione apprezzabile dell’opera di un compositore che ha dovuto attendere la metà del secolo scorso per avere apprezzamenti a Napoli.

Lunghi minuti di applausi per aver ritrovato la magia di un teatro seppure con file nei palchi vuote e poltrone rivestite per rispettare il rigido protocollo del distanziamento. Poche le persone che si sono tolte la mascherina una volta sedute e qualcuna la ha anche rimessa subito. “Cercheremo di ripartire – promette ancora una volta il sovrintendente Ste’phane Lissner – ora con la sinfonica e poi con quella lirica. Si vedra’ come faremo l’apertura a dicembre. Ma penso a chi chiude definitivamente, come in America. E quuindi invito a rispettare le regole sanitarie, perche’ e’ fondamentale per tutti”.

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