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Cronaca Napoli

Movida violenta in via Aniello Falcone, rissa tra i clienti dei baretti

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, rissa tra i clienti dei baretti. I Verdi: “Si applichino misure severe che impongano rigore ed evitino tragedie. Spettacolo disgustoso che si ripete troppo spesso”.

 

“Questa non è Movida, questa è delinquenza. Il termine Movida non è più sinonimo di divertimento, il trascorrere una serata con gli amici, dal momento in cui coincide, sempre più spesso, con episodi di violenza. Proprio quei luoghi scelti dai giovani per incontrarsi sono divenuti per definizione i meno sicuri per l’incidenza di risse, disordini e caos per i residenti ostaggio di orde di ragazzetti indisciplinati. Poco dopo la mezzanotte di venerdì in via Aniello Falcone l’ennesimo episodio di ordinaria follia, due ragazzi che si prendono violentemente a botte fino a rotolarsi per terra, traffico bloccato, urla disperate, sedie e tavolini per aria. Per fortuna coetanei audaci sono riusciti a separarli nonostante le minacce che i contendenti continuavano a rivolgersi. E’ tempo di intervenire, si applichino misure severe che impongano rigore ed evitino tragedia . Spettacolo disgustoso che si ripete troppo spesso”. Lo hanno detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi e Benedetta Sciannimanica, consigliere dei Verdi della I Municipalità.

Via Falcone

Movida violenta in via Aniello Falcone, rissa tra i clienti dei baretti. I Verdi: “Si applichino misure severe che impongano rigore ed evitino tragedie. Spettacolo disgustoso che si ripete troppo spesso “ (video inviato da un cittadino)

Publiée par Francesco Emilio Borrelli sur Samedi 20 juin 2020

 

“ Via Aniello Falcone, hanno continuato Borrelli e Sciannimanica, non è un episodio isolato. Ovunque ci siano punti di incontro di giovani le risse sembrano essere diventate inevitabili, non c’è week end che non ne registri una. Le nuove generazioni esibiscono un’aggressività inquietante che va disciplinata, capita e curata”.

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Cronaca

Sfida virtuale choc a Napoli: ragazzino di 11 anni si lancia nel vuoto e muore

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challenge choc a napoli

La questura di Napoli sta indagando su un episodio choc che si è verificato la notte scorsa a ridosso di Chiaia. Un bambino di 11 anni infatti si è suicidato lanciandosi dalla finestra della casa al decimo piano in cui abita con la famiglia.

Secondo le prime prime ricostruzioni il piccolo avrebbe lasciato anche un biglietto alla madre per spiegare l’insano gesto. Il giovane si è lanciato nel vuoto schiantandosi su un ballatoio sottostante. Quando sono arrivati gli operatori del 118 il suo cuore aveva già cessato di battere. Sconforto tra i familiari che non riescono a spiegare il gesto. Sono stati interrogati anche gli amici oltre ai familiari.

Figlio di due professionisti, non si esclude che sia stato vittima di un gioco sul web, una sorta di challenge che porta a gesti estremi. La polizia ha sequestrato computer e telefono nella disponibilita’ del ragazzino. Secondo quanto si e’ appreso, ci sarebbe anche un messaggio ai genitori che orienta le indagini sulla sfida virtuale. La procura ha aperto una indagine per istigazione al suicidio.

 

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Campania

Coronavirus, i titolari dei bar di Napoli: ‘Piu’ controlli invece di chiusura’

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Coronavirus, i titolari dei bar di Napoli: ‘Piu’ controlli invece di chiusura’

Una stretta sulla movida era nell’aria, quasi non sono sorpresi i titolari di molti locali del centro storico di Napoli, quando viene emanata l’ordinanza regionale sugli orari di chiusura. La preoccupazione e’ di non riuscire a risalire la china dopo i mesi di lockdown che hanno del tutto bloccato le loro attivita’. “Avremmo preferito controlli serrati, ma non limitazioni – spiega il proprietario di un bar del centro, meta serale di molti ragazzi – All’interno, si riesce a tenere sotto controllo la situazione perche’ non lasciamo entrare nessuno senza mascherina. Il nodo resta all’esterno dove i ragazzi si fermano. Piu’ controlli per verificare l’utilizzo di mascherine, questo sarebbe servito e forse stato piu’ utile”. Riflessioni comuni a molti, come i timori che le misure adottate dall’ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, possano essere un ulteriore freno alla ripresa delle attivita’. In molti ancora scontano i danni del lockdown, i giorni della ‘folla’ . “Non e’ stata la solita estate – racconta un esercente – Non c’erano turisti, pochi ragazzi per strada rispetto agli altri anni. Se le cose continuano cosi’, rischiamo di chiudere”. “Ora vogliono di nuovo gettare la croce addosso a noi che gestiamo i locali della movida – sottolinea un esercente – dopo la ‘colpa’ della diffusione del virus sara’ di qualcun altro. La verita’ e’ che l’emergenza sanitaria non e’ mai finita e chi di dovere non ha saputo gestirla”. C’e’ tra i commercianti un certo sconforto, dovuto anche alla tempistica dell’emanazione della delibera. “Il coronavirus e’ tornato adesso? Non se n’e’ mai andato – afferma un altro titolare di un altro locale del centro – pero’ fino a prima del voto tutto andava bene, poi all’improvviso il pericolo e’ di nuovo altissimo, la pandemia spaventa tutti”.

 

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