NAPOLI – Si è incatenato a una delle sbarre d’accesso del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli e, sotto il sole battente di una giornata segnata dalle alte temperature, ha iniziato la sua protesta esibendo due cartelloni e chiedendo pubblicamente giustizia.
La singolare manifestazione è in corso da questa mattina all’ingresso di piazza Cenni del Tribunale partenopeo. L’uomo, claudicante e visibilmente provato dal caldo, ha scelto di attirare l’attenzione sulla propria vicenda personale legandosi alla struttura metallica del varco di accesso.
A chi gli si avvicina per chiedere spiegazioni, risponde senza esitazioni: «Chiedo giustizia». L’uomo sostiene infatti di essere vittima di una vicenda di mobbing e di non aver trovato finora le risposte che attende.
Sul posto è presente la Polizia di Stato, che sta monitorando costantemente la situazione non solo sotto il profilo dell’ordine pubblico, ma soprattutto per ragioni sanitarie. Le elevate temperature registrate in città e le condizioni fisiche del manifestante hanno infatti spinto gli agenti a mantenere alta l’attenzione per scongiurare eventuali malori.
Secondo quanto emerso, non si tratterebbe della prima iniziativa di protesta messa in atto dall’uomo per richiamare l’attenzione sulla propria situazione. Anche in passato avrebbe infatti compiuto gesti analoghi nel tentativo di ottenere ascolto e visibilità.
La protesta si è svolta senza particolari tensioni, mentre numerosi cittadini e operatori presenti nell’area del Tribunale si sono fermati a osservare la scena. Resta da capire se il gesto porterà a un confronto con le istituzioni o con gli uffici giudiziari ai quali l’uomo continua a rivolgere il suo appello.






ho visto la notizia e mi pare strano, l’uomo sinceniato a l’entrata e dice chiede giustizzia per un presunto mobbing. La gentesi fermava a guardare,la polizia stava li per il caldo e la salute,ma nessuno dava risposte,c’è confussione e richieste senza risposta.