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Cronaca

Senza patente e assicurazione fermato dagli agenti li aggredisce, fermato 26enne di Ercolano

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polizia vicaria mercato


Senza patente e assicurazione del motociclo non si fermano all’alt e scappano: dopo un inseguimento e una colluttazione con gli agenti è stato arrestato un 26enne di .

L’episodio è accaduto in corso Arnaldo Lucci a , durante un servizio di controllo del territorio gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato hanno intimato l’alt ad un motociclo che procedeva ad alta velocità.
Il conducente, alla loro vista, ha accelerato la marcia ma è stato raggiunto in corso Protopisani dove, in seguito all’impatto con una voltante dell’Ufficio Prevenzione Generale, i due hanno tentato la fuga a piedi fino a quando, dopo un inseguimento ed una colluttazione con gli agenti, uno di essi è stato bloccato.
, 26enne di Ercolano con precedenti di polizia, è stato arrestato per resistenza, violenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e sanzionato per aver violato le norme finalizzate a contenere il contagio da Covid19; inoltre, l’uomo è stato sanzionato per guida senza patente poiché mai conseguita e il motociclo è stato sottoposto a sequestro perché privo di copertura assicurativa.

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Campania

Torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: polemiche tra il garante dei detenuti e il sindacati

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carcere santa maria capua vetere

Torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: polemiche tra il garante dei detenuti e il sindacati.

 

Botta e risposta a distanza tra il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello e il sindacato Uspp: ad innescare le polemiche e’ stato un video registrato dal sistema di video sorveglianza del carcere di Santa Maria Capua Vetere che, secondo il garante rappresenterebbe la prova “principe” dei pestaggi avvenuti nell’istituto di pena casertano durante il lockdown, dopo una protesta dei detenuti. Un episodio che risale al 6 aprile e che al momento vede iscritti nei registro degli indagati 57 agenti, accusati di abuso di potere e tortura.

 

Presunte vittime e presunti carnefici, secondo il garante, condividerebbero ancora lo stesso tetto, il reparto Nilo. Soprattutto ci sarebbero ora queste immagini che inchioderebbero gli agenti alle loro responsabilita’. Si tratterebbe di video della videosorveglianza interna del carcere, acquisito dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere alcuni mesi fa e sul quale il lavoro investigativo sarebbe finito. “Ora ci sono le immagini che provano le violenze”, dice il garante dei detenuti per la Campania Samuele Ciambriello, tra i primi a denunciare i presunti abusi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

“Forse gli agenti pensavano che le telecamere non funzionassero o, cosa ancora piu’ grave – osserva Ciambriello – credevano di restare impuniti; ma cosi’ non e’ stato. Nel carcere – prosegue – il clima e’ ancora troppo pesante tra detenuti e agenti della penitenziaria a causa dell’indagine sui pestaggi di aprile, che potrebbe allargarsi ad altri agenti. Solo pochi detenuti sono stati trasferiti, la maggior parte e’ rimasta nello stesso reparto, il Nilo, dove avvennero i pestaggi, insieme agli stessi agenti denunciati. Non capisco – prosegue – perche’ il Dap non intervenga con i trasferimenti di tutti i detenuti o dei poliziotti coinvolti nella vicenda”. Antitetiche invece le parole del segretario regionale dell’Uspp Ciro Auricchio.

“A Santa Maria il clima non e’ teso, contrariamente a quanto ha dichiarato il garante. Il 24 settembre e’ entrato in servizio un nuovo comandante e gli agenti continuano a lavorare rispettando la legalita’”. Riguardo alla presenza dei poliziotti penitenziari indagati nei reparti dove sono avvenute le presunte violenze, Auricchio e il presidente nazionale dell’Uspp Giuseppe Moretti smentiscono: “gli agenti prestano servizio esclusivamente nei settori esterni all’area detentiva. Abbiamo piena fiducia nella magistratura, lasciamo lavorare gli inquirenti su una delicata vicenda strumentalizzata dalla politica. Come sindacato ribadiamo che gli agenti non sono torturatori ma hanno garantito e garantiscono la sicurezza nelle carceri”.

L’indagine sulle presunte violenze nacque dalle segnalazioni dello stesso Ciambriello, di associazioni come Antigone e dalle denunce dei familiari dei detenuti. I presunti pestaggi avvennero il 6 aprile scorso – in pieno lockdown – quando centinaia di agenti, non solo del carcere casertano, ma anche di altre carceri e di reparti speciali come il Gruppo operativo mobile), intervennero a Santa Maria Capua Vetere per perquisire i detenuti del Reparto Nilo, dopo una rivolta scattata a seguito della positivita’ al covid-19 di un recluso. Dell’inchiesta se ne seppe lo scorso giugno, quando i carabinieri notificarono alcuni decreti di perquisizione agli agenti indagati all’esterno del carcere, provocando la reazione dei poliziotti che ritennero le modalita’ di “troppo spettacolari”; al vaglio dei magistrati c’era la posizione di altri agenti, afferma ancora Ciambriello che paventa un allargamento dell’inchiesta non confermato e neppure smentito dagli inquirenti: “Le immagini in possesso della Procura – spiega – potrebbero aver portato all’identificazione di altri responsabili delle violenze”.

 

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Cronaca Napoli

Caos trasporti, vagoni strapieni negli orari di punta e tensioni fra gli utenti a causa del Covid

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Caos trasporti, vagoni strapieni negli orari di punta e tensioni fra gli utenti a causa del Covid. Borrelli (Europa Verde): “Serve subito una organizzazione diversa, sia migliorato il servizio per evitare assembramenti”

“La situazione trasporti a e provincia non è positiva. Ogni giorno ci arrivano decine di segnalazioni di vagoni strapieni. La linea 1 della metropolitana, la Circumflegrea, la Cumana sono al collasso negli orari di punta. Viaggiatori ammassati, nessun distanziamento sociale e pochissimi controlli. Una condizione di pericolo e paura che genera spesso momenti di grande tensione fra gli utenti. Anche perché, quasi sempre, rinunciare a salire su un treno troppo pieno vuole dire aspettarne un altro, e i tempi di attesa sono sempre più lunghi. Cittadini ci hanno detto di aver atteso tempi lunghissimi, un disagio enorme perché chi deve marcare il cartellino a lavoro o ha impegni improrogabili. Una bomba sanitaria che rischia di esplodere e far registrare tanti contagi in più. Serve al più presto una organizzazione migliore sui trasporti per evitare che la situazione diventi insostenibile: più controlli ma soprattutto più corse e un servizio degno di questo nome. Per superare questo momento serve uno sforzo da parte di tutti, a partire delle aziende dei trasporti”.

Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde, sollecitato da tantissimi cittadini preoccupati assieme al conduttore radiofonico Gianni Simioli.

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