La Fials Salerno chiede l’istituzione ‘dell’infermiere di famiglia’

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Il sindacato Fials di Salerno ritiene necessario ed improcrastinabile il potenziamento dell’assistenza domiciliare e residenziale fondata sulla rete territoriale di presidi sociosanitari e socioassistenziali.

In una nota inviata al direttore generale dell’Asl di Salerno, Mario Iervolino e agli agli dirigente  spiegano che “La soluzione che intendiamo proporre a codesta Direzione riguarda l’istituzione per il territorio dell’infermiere di famiglia e comunità previsto nel Patto della Salute 2019-2021 approvato in Conferenza Stato Regioni a fine 2019. Il modello assistenziale “Infermiere di famiglia e di comunità” rappresenta sul territorio l’evoluzione di funzioni professionali già svolte per la salute della collettività e che, il mutamento dei bisogni socio-sanitari dei cittadini, rende necessario per la qualità delle cure. Il modello è basato su alcuni concetti portanti, tra cui quello della prossimità con la persona, la famiglia e il suo contesto di riferimento sociale: ogni infermiere di famiglia e di comunità opera nel territorio e nella popolazione di riferimento, interagendo con medici, pediatri di famiglia e tutte le figure professionali coinvolgibili nella presa in carico del paziente.
L’infermiere di famiglia progetta, attua e valuta interventi di promozione, prevenzione, educazione, formazione e cura; si occupa del “to care”, ossia del prendersi cura e carico dei membri di una famiglia”.

E poi aggiungono:  “Tenuto conto della necessità di compensare il bisogno crescente di continuità assistenziale per persone con patologie croniche e non autosufficienti, si rende fondamentale inserire questa “figura” all’interno di questi processi assistenziali. Nelle Regioni dove l’infermiere di famiglia/comunità è a pieno regime (poche per il momento, quasi tutte benchmark, e in molte ancora in fase di sperimentazione) i cittadini hanno un punto di riferimento preciso nel loro territorio per qualsiasi necessità assistenziale. I risultati dove tale modello è già attivo (in Friuli Venezia Giulia ad esempio dove lo è dal 2004, ma così si sta rivelando anche in Toscana e in altre Regioni dove la sua attivazione ha già preso piede prima dell’introduzione nel Patto) sono rilevanti a partire da una risposta immediata e tempestiva alle esigenze della popolazione, che si rivolge al servizio di Pronto Soccorso in modo più appropriato (in un triennio il Friuli VG ha ridotto i codici bianchi di circa il 20%). In diverse Regioni tale figura è a pieno regime: i cittadini hanno un punto di riferimento preciso nel loro territorio per qualsiasi necessità assistenziale, ciò facendo si riducono sensibilmente gli accessi al PS e il tasso di ospedalizzazione, in quanto, si riesce a garantire una risposta immediata alle esigenze. La scrivente, inoltre, considera tale figura cardine nella continuità assistenziale; non a caso, se fosse stata già istituita, avremmo avuto una rete territoriale e capillare adeguata per le funzioni assegnate alle USCA per Covid 19, fondamentali in special modo nella fase 2 dell’emergenza”.
E ancora: “Apprendiamo con soddisfazione che l’Asl Salerno stia già lavorando in questa direzione con l’approvazione del “Regolamento aziendale per la gestione e la funzionalità degli ambulatori infermieristici” che andranno a sorgere in alcuni comuni del Salernitano. Il territorio della Provincia di Salerno, così ampio e vasto, necessita di implementare tali ambulatori infermieristici e soprattutto di incrementare il personale infermieristico nei distretti carenti, in modo da potenziare l’assistenza territoriale e domiciliare. A tal fine è necessario rivedere il modello organizzativo distrettuale valorizzando e responsabilizzando le funzioni e il ruolo dei professionisti sanitari per una maggiore appropriatezza delle prestazioni in relazione alle necessità clinico- assistenziali.
In virtù di quanto sopra la Fials chiede, di sostenere la nostra istanza, in considerazione dei gravissimi vuoti di organico registrati sia nei Presidi ma soprattutto nei Distretti del Territorio, carenze accertate e documentate in maniera esplicita nelle determine Aziendali.
Il ricorso al lavoro straordinario non può essere programmato ma, mensilmente, è presente in tutte le determine la dicitura che segue “per potere assicurare e garantire la continuità delle attività, si rende necessario autorizzare prestazioni lavorative in regime di lavoro straordinario al personale” utilizzando impropriamente ore di straordinario in modalità ordinaria, in spregio alle norme contrattuali vigenti.
Chiediamo, pertanto, che venga reclutato personale infermieristico dalla graduatoria di mobilità regionale ed interregionale dell’ASL Salerno di cui alla delibera n° 7 del 5/07/2018.
Non da ultimo si rappresenta il grosso numero di pensionamenti che interesseranno tale figura professionale; pertanto tale reclutamento garantirebbe quel ricambio generazionale negato nell’ultimo ventennio e che ha lasciato una intera generazione, desiderosa di mettersi a disposizione del bene comune, senza nessuna possibilità. La Fials intende ribadire la necessità di pensare ed attuare nuove strategie che richiedono coraggio di rischiare, non pensare solo ad una Sanità ospedali-centrica ma investire sul territorio. Siamo sicuri che, se codesta Direzione avrà la forza e la volontà di attuare tale cambiamento, i risultati nel medio e lungo termine non tarderanno ad arrivare”.

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