

Il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, rende noto che c’è stato un suicidio nel carcere napoletano di Secondigliano. Un quarantenne, della provincia di Salerno, in attesa di giudizio, accusato di violenza sessuale, si è tolto la vita impiccandosi in cella. Per Ciambriello “ancora una volta si muore di carcere contravvenendo allo spirito costituzionale che all’articolo 27 recita che il carcere ha una funzione rieducativa e di socializzazione”. “Anche in questo luogo così remoto vanno rispettati i diritti e la dignità delle persone” aggiunge Ciambriello. Secondo il garante “quando si muore di carcere ed in carcere è una sconfitta per tutti: sia per gli operatori che si prodigano quotidianamente, tra mille difficoltà per rendere più umane le pene, sia per la politica che ha fatto del carcere e, più in generale, della giustizia penale, un luogo di afflizione, di vendetta ed esclusione sociale”. A parere di Ciambriello “occorre bilanciare la certezza della pena, il bisogno di giustizia delle vittime, con la possibilità di recuperare e far ricominciare a chi ha sbagliato”.
Napoli- Due mazzate giudiziarie nella stesso giorno: quasi un record quello conseguito dall'imprenditore napoletano Alfredo… Leggi tutto
Napoli - Un vortice di crediti d'imposta per lavori mai realizzati o lasciati a metà,… Leggi tutto
La sperimentazione dei jammer nella casa circondariale di Secondigliano ha impedito l’uso illecito di cellulari… Leggi tutto
La guerra per il controllo del territorio a Caivano non si combatte solo con le… Leggi tutto
Padova - Nel portaoggetti dell'auto custodiva un "sasso" di cocaina purissima pronta da tagliare. Nel… Leggi tutto
Napoli - È ancora tutto da ricostruire il movente del ferimento di Antonio Lucenti, 22… Leggi tutto