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Ruec del Comune Pompei: un Passo falso o Prassi? No! Solo caduta di stile

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La Redazione

Al Comune di Pompei le fibrillazioni e gli scontri polemici tra i consiglieri comunali della Minoranza e tra quelli della Maggioranza sono incominciati già a fine anno 2019. E sono continuati in questi primi due mesi dell’anno 2020 in corso. I rumors a fine Gennaio davano il Sindaco Amitrano già intento a fare la valigia per scendere le scale di palazzo De Fusco e ritornare tra i comuni mortali. E l’aspirante Sindaco Lo Sapio, neo eletto Segretario Politico cittadino del PD, intento a fare i “giri di riscaldamento” prima di scendere ufficialmente in campo per dare il segnale della crisi politica e sfiduciare Amitrano con il “tutti a casa”.  

Invece all’ultimo momento qualcosa è andata storto. Qualcuno ha tradito gli amici. Qualcun altro ha tradito amici e avversari. Qualche altro ancora si è girato dall’altra parte. E le fatidiche undici firme per la sfiducia non sono state raccolte. Le gole profonde raccontano che Amitrano ha mostrato una insospettata abilità di trattativa riuscendo così a conservare la poltrona. Buon per lui. O chissà… E in questi ultimi giorni sono riemerse frizioni tra maggioranza e opposizione e all’interno stesso dei due schieramenti contrapposti. Le rinnovate tensioni trovano ragion d’essere nel nuovo vigore con cui la Amministrazione Comunale sta trattando la materia urbanistica, offrendo il fianco ai pesanti attacchi della Minoranza consiliare, che resta all’Opposizione della Giunta Amitrano.

Il RUEC – il brutto acronimo che sta per  Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale – è il pomo della discordia. Per ora il più controverso. Ed è anche quello che ha esposto la Giunta Amitrano a una figura davvero barbina. Una gaffe molto pesante. Una caduta di Stile del settore Urbanistico Comunale in cui si mescola spregiudicatezza, superficialità e pressappochismo. In pratica è successo che oltre 150 pagine del RUEC del Comune di Pompei appaiono tratte integralmente dal RUEC del Comune di Angri. Il Commissario cittadino del Centro Democratico ed ex Consigliere comunale Del Regno, ha dato fiato alle trombe dello scandalo inviando al Prefetto di Napoli una circostanziata denuncia, firmata a quattro mani con la Consigliera Comunale del Gruppo, la pediatra Andreina Esposito.

Nella denuncia si chiede l’annullamento della Delibera di Consiglio Comunale con cui si è approvato il RUEC. Vengono riportate nella denuncia frasi che – inequivocabilmente – appaio riferite al Comune di Angri, peraltro spesso citato espressamente. Ovviamente le indagini – quelle informali e quelle formali – individuano il probabile responsabile del plateale errore di “copiaeincolla” un Dirigente esterno, assunto a Contratto dal Comune Pompei, proveniente dal Comune di Angri. E il Comune di Angri viene citato più volte nel testo, con effetti di involontaria comicità surreale. Io mi domando quale controllo di merito abbia esercitato la Commissione Consiliare alla Urbanistica. E quale testo abbiano letto i Consiglieri comunali della Maggioranza, invece del RUEC, prima di adottarlo per Pompei.

Ma la cosa che fa più scandalo e dà più preoccupazione è questa, secondo Del Regno, da noi intervistato: “E’ scomparso dal nuovo Regolamento Edilizio, il RUEC ogni riferimento alla potenziale grande fertilità archeologica del territorio e alle cautele dovute in caso di nuovi insediamenti edilizi, prima dello scavo delle fondazioni. “ 

Insomma un pericoloso pasticcio, che potrebbe portare anche alla riadozione del RUEC opportunamente emendato da queste ridicole incongruenze. Ma sia chiaro che di un nuovo RUEC Pompei ha bisogno. Anche nelle more dei tempi, certamente più lunghi, di un nuovo Piano regolatore, oggi PUC: altro acronimo brutto e cacofonico.

Prima di chiudere, una precisazione: i lettori che mi conoscono staranno già pensando chissà cosa di me, visto che tendo a banalizzare il caso – in sé grottesco – senza gridare allo scandalo. Ebbene, ai lettori basti sapere che nulla di nuovo è sotto il sole. L’attuale e vigente Regolamento Edilizio, risalente all’anno 1975 (!!!) fu copiato di sana pianta da quello del Comune di S.Salvatore Telesino, in quel di Benevento. Chi ha tempo e voglia può controllare. Ma non ne vale la pena.

Federico L.I. Federico

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