Pimonte, demoliti immobili abusivi in area protetta: eseguita una sentenza del 2010

Prosegue l’azione di contrasto all’abusivismo edilizio portata avanti dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che considera la tutela del territorio una delle priorità dell’attività giudiziaria. Nei giorni scorsi è stato eseguito un ordine di demolizione emesso dal Tribunale di Torre Annunziata, sezione distaccata di Gragnano, che ha portato all’abbattimento di due manufatti abusivi nel territorio di Pimonte.

L’intervento ha riguardato un edificio in cemento della superficie di circa 100 metri quadrati e un secondo manufatto sviluppato su due livelli, con piano terra in cemento armato e piano superiore realizzato in blocchi di lapilcemento. Le costruzioni erano utilizzate come abitazione e deposito.

Costruzioni in un’area sottoposta a molteplici vincoli

Gli immobili sorgevano in via Pino, in località Panicara, nel comune di Pimonte, all’interno di un’area caratterizzata da un elevato livello di tutela ambientale e paesaggistica.

L’intera zona è infatti interessata da numerosi vincoli. Oltre a quello paesaggistico previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, il territorio ricade nel perimetro del Parco Regionale dei Monti Lattari, dove vigono severe limitazioni all’edificazione per preservare biodiversità ed ecosistema.

Sull’area insistono inoltre il vincolo idrogeologico, finalizzato alla prevenzione di frane, erosioni e fenomeni di dissesto tipici della penisola sorrentina-amalfitana, e il vincolo sismico, che impone rigorosi requisiti autorizzativi e strutturali per qualsiasi intervento edilizio.

Eseguita una condanna definitiva dopo 15 anni

L’intervento rappresenta l’esecuzione di una sentenza di condanna definitiva risalente al 2010. La Procura sottolinea come le demolizioni costituiscano uno strumento fondamentale non solo per ripristinare la legalità e recuperare aree compromesse dall’abusivismo, ma anche per svolgere un’efficace funzione di deterrenza nei confronti di nuove costruzioni illegali.

In questo caso l’abbattimento è stato effettuato direttamente dal proprietario degli immobili in regime di autodemolizione. Una soluzione che ha consentito di dare esecuzione al provvedimento dell’autorità giudiziaria senza costi a carico del Comune né della Cassa Depositi e Prestiti, evitando così l’anticipazione delle spese pubbliche previste per gli interventi sostitutivi.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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