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Napoli, inchiesta sulla morte della giovane, il marito: ‘Amore non avrò pace fino a quando non ci sarà giustizia’

È morta dopo aver partorito suo figlio che gode di buone condizioni di salute. Pesa due chili e trecento grammi ma è orfano di madre per un probabile aggravamento di uno stato di salute ritenuto già critico al momento dell’arrivo in ospedale.
Una vicenda decisamente drammatica i cui contorni non sono ancora ben delineati. Rosa Andolfi aveva 29 anni ed è morta il 19 febbraio alla clinica Villa Betania, ospedale evangelico di via Argine a Ponticelli. Viveva nei pressi di piazza Mercato, bella e sorridente come la sua giovane età e il desiderio di diventare mamma richiedeva.
Non ci si rassegna alla morte di una così giovane donna che non ha potuto vedere suo figlio nascere. Sequestrate cartelle cliniche, acquisite le prime informazioni sommarie, in un fascicolo che è stato aperto con l’intento del marito Umberto Iaccarino di sporgere denuncia che chiede verifiche e accertamenti, per avere una spiegazione su cosa abbia provocato la morte di sua moglie.
Il suo sfogo, comprensibile e dignitoso si legge sui social:
“Amore mi hai spezzato il cuore, per un attimo mi sono assicurato delle condizioni del piccolo, della sua cambiata, doveva essere il momento più bello e felice della nostra vita, invece ti ho perso. Giuro che non avrò pace, almeno fino a quando non riuscirò a dare giustizia alla tua morte”. Dello stesso stato d’animo gli amici che si sono stretti nel ricordo della giovane Rosa:
“Sei sempre stata una guerriera, la tua morte ci ha distrutti, stiamo vivendo un incubo, non riusciamo a capire come sia stato possibile”.
Intanto a Villa Betania, secondo una nota stampa diramata ieri pomeriggio, hanno fatto sapere che l’equipe medica ha messo in campo tutte le soluzioni possibili per salvare la giovane mamma. Indagine aperta per omicidio colposo, al momento contro ignoti, saranno determinanti i risultati di una probabile autopsia sul corpo della giovane madre. All’inchiesta in corso, lavora il pool che si occupa di colpe mediche, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Simona Di Monte. Sequestrate lei cartelle cliniche.



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