

Doveva “dirigere, autorizzare e sorvegliare” sulla circolazione del sangue e degli emoderivati ma non lo fece: il Ministero della Salute è stato condannato dal Tribunale di Napoli (VI sezione civile) a un risarcimento da 700mila euro per il decesso di una donna che 43 anni fa venne sottoposta in un ospedale di Napoli a trasfusioni di sangue, poi rivelatosi infetto, che le inocularono il virus dell’epatite C. A rendere nota la sentenza, emessa dai giudici lo scorso 15 novembre, e’ l’avvocato della famiglia, Maurizio Albachiara. La donna venne sottoposta a trasfusioni a causa di una perdita di sangue subita durante un parto cesareo. Dopo qualche anno comparve l’epatite C che si trasformò in una cirrosi. Fino al 1995 non aveva accusato nessuna sintomatologia. La donna morì poi, nel 2013, a causa di uno scompenso ascitico.
Il deputato Pd Piero De Luca definisce “gravissime” le affermazioni di Galeazzo Bignami sulle presunte… Leggi tutto
Nel 2025 l'età media delle madri italiane al momento del parto è arrivata a 33,4… Leggi tutto
Oltre 200 ettari confiscati alla camorra nella provincia di Caserta sono stati riconsegnati allo Stato… Leggi tutto
Nonostante numerose assenze, il Napoli conquista una vittoria per 2-1 contro l'Osasuna in una partita… Leggi tutto
Boom di studenti con 100 e lode nelle regioni meridionali, mentre nelle prove Invalsi quelle… Leggi tutto
Napoli - Il confine tra gioco e violenza non esiste più: è questa l'amara considerazione… Leggi tutto