Il Consiglio Regionale della Campania ha approvato con 29 voti favorevoli e 6 astenuti la variazione al bilancio con previsione 2019/2021 per l’attuazione dell’ordinanza della Corte dei Conti. La delibera del 21 novembre 2019 per il recupero degli emolumenti, erogati, nel periodo dal 1/1/2016 al 30/4/2019, al personale in base alle Leggi regionali “20” e “25”, dichiarate incostituzionali, a seguito di questione incidentale di legittimità, sollevata dalla Corte dei Conti, Sezione Regionale di controllo per la Campania, nel corso del giudizio di parifica del Rendiconto della Regione Campania degli anni 2015/2016. Con la Delibera si dà attuazione a tale Ordinanza e si iscrive, nelle entrate del Bilancio di previsione del Consiglio Regionale 2019/2021, annualità 2019, il credito di 14 milioni e 270mila euro per il recupero nei confronti dei percettori. Il provvedimento è stato introdotto all’esame del Consiglio dal Presidente della Commissione Bilancio, Francesco Picarone, e dal Questore alle Finanze, Antonio Marciano, che ha sottolineato: “si è trattato di un lavoro complicato ed inedito per corrispondere alle prescrizioni dell’Ordinanza della Corte dei Conti per arrivare ad un provvedimento che ha ottenuto il parere favorevole del Collegio dei Revisori deiConti”. “I dipendenti del Consiglio regionale non hanno alcuna colpa nell’aver percepito queste somme, sulla base di leggi vigenti fino alla loro abrogazione, ma l’approvazione di questa delibera rappresenta un atto dovuto rispetto all’Ordinanza della Corte dei Conti” – ha aggiunto Picarone. “La legge 20 e la legge 25 sono state dichiarate incostituzionali e abrogate molto tardivamente e l’Ufficio di Presidenza giunge alla approvazione della Delibera dopo diversi solleciti della Corte dei Conti – ha osservato la capogruppo del M5S, Valeria Ciarambino – , per la quale “il Consiglio non ha fornito spiegazioni alla Corte dei Conti per distinguere, ad esempio, la posizione dei comandati presso le strutture consiliari. Insomma, il Consiglio viene chiamato a deliberare su una delibera dell’Ufficio di Presidenza su cui non c’è chiarezza”. Dello stesso avviso la consigliere Maria Grazia Di Scala (FI) per la quale “non sono state fornite le necessarie documentazioni per deliberare con consapevolezza su questo punto”. “La Corte dei Conti ha, di recente, comunicato la mancata parificazione anche degli anni di bilancio 2017 e 2018 e, da qui a breve, decorreranno i trenta giorni per presentare ricorso e auspico che, questa volta, il Consiglio faccia ricorso perché la difesa delle ragioni dell’amministrazione dovrebbe essere un interesse del Consiglio” – ha aggiunto Luciano Passariello



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