A seguito del più grande cambio di appalto per i servizi Contact care della commessa INPS/Agenzia delle Entrate per aggiudicazione in data 13 03 2019 da parte dell RTI Comdata Group e che vede come azienda cedente Covisian s.p.a./ Transcom, ancora non sono chiare le sorti lavorative delle persone impegnate sulla commessa in questione a distanza di circa un anno.
Il 28 gennaio 2016 è stata introdotta, per le attività di call center, una “clausola sociale” per tutelare, di regola, il personale impiegato nei 6 mesi precedente la data di indizione della nuova procedura di affidamento (i 6 mesi da valutare vanno considerati dal 2 febbraio al 2 di agosto2019).
La clausola nello specifico, prevede che Comdata si impegni ad assorbire personale impiegato sulla commessa in via continuativa ed esclusiva nei 6 mesi antecedenti la firma del contratto di fornitura avvenuta il 2 agosto 2019. Entrando ancora di più nello specifico, la procedura di passaggio prevedeva degli incontri tra le aziende e i sindacati al fine di strutturare maggiormente la clausola, essendo la clausola stessa, per sua natura, una sorta di bozza, andavano affrontati i vari temi riguardanti il livello ed il profilo contrattuale, le ore contrattuali, il mantenimento dell’articolo 18, la mansione di alcune figure impegnate sulla commessa come i team leader, la blindatura alla commessa stessa, eccetera.
Dopo vari incontri avvenuti con i soggetti interessati, quindi sindacati e azienda Comdata, ad oggi ancora non sono stati stabiliti i criteri di passaggio in quanto l’azienda Comdata dichiara che i numeri dati dalle aziende che attualmente gestiscono la commessa sono maggiori di circa 350 unità e di conseguenza non vuole farsi carico delle assunzioni/assorbimento di queste unità e nel contempo alcune delle aziende cedenti tipo Covisian hanno aperto già procedura di licenziamento dichiarando che, qualora Comdata non voglia prendersi carico dell’assunzione di queste risorse in esubero, le stesse saranno licenziate, anche se il maggior numero di unità, che Comdata non vuole prendersi carico, riguarda l’azienda, in subappalto , AlmavivA in quanto, le persone che non vantano i 6 mesi continuativi sarebbero circa 350.
Almaviva ha dichiarato che è stata INPS stessa che ha chiesto all azienda di aumentare il numero del personale, per far fronte al numeroso traffico di chiamate per l’introduzione delle normative per il reddito di cittadinanza e quota 100.
“All’ennesima rottura del tavolo di trattativa- spiegano i lavoratori- avvenuto il 21 ottobre 2019 tra sindacati e azienda comdata, la stessa comdata, ha emesso una dichiarazione di assorbimento “unilaterale” dove è lei che “detta legge” su quali sono i principi di assorbimento che si andranno ad attuare.
INPS ha affermato di mantenere il 2 agosto come data dalla quale far partire i sei mesi di attività esclusive e continuativa che delineano il diritto soggettivo alla clausola sociale ma, allo stesso tempo, ha auspicato che tutti i lavoratori, che hanno accumulato i sei mesi da oggi siano comunque assorbiti, un’ambiguità, questa ancora più inaccettabile sapendo che le aziende uscenti hanno aperto le procedure di licenziamento per i lavoratori che loro dichiarano oggi essere impiegati sulla commessa INPS creando un precedente pericoloso è sbagliato.
Fatto sta che a meno di un mese all’effettivo passaggio, i lavoratori impegnati sulla commessa INPS, anche da più 10 anni, non hanno ancora ben chiare le idee di quella che sarà la loro sorte lavorativa futura.
A rendere ancor più tragica la situazione, che copre il Contact center Inps, è il discorso dell’internalizzazione, infatti il senatore Gianmauro Dell’Olio enunciava la volontà che, al fine mandato di Comdata, inps avrebbe provveduto ad internalizzare il call center, ma nelle ancora ultime dichiarazioni, o meglio, nello specifico, ad una domanda che gli veniva posto sui Social cioè la seguente: 《Senatore Lei parla di internalizzazione dell’attività…… è sottintesa anche quella delle persone che vi lavorano? il costo zero è dovuto al fatto che i costi del Lavoro interno si compensano con l’abbattimento dei costi dell’ appalto a terzi?》
il Senatore ha risposto: ‘Direi di sì per entrambe le domande: non sono in grado di dire con certezza che le persone che verranno internalizzate saranno le stesse che ora operano nei call center, ma presumo che ti ha assunto nel tempo conoscenza e competenza dell’attività avrà maggior facilità nel superare le prove di ammissione che – verosimilmente e, aggiungo io, correttamente verranno poste in essere’. Si evince che allo scadere del mandato a Comdata per la gestione del Contact Center il personale attualmente ha detto al call center Inps Agenzia delle Entrate si ritroverebbe nuovamente a dover combattere tra “mettersi in prova per mantenere semplicemente un lavoro che ormai fa da anni “.
A seguito di tutto ciò, i sindacati del settore si sono impegnati nell’ organizzare una serie di scioperi che avranno inizio nella giornata di venerdì 25 ottobre 2019 al fine di poter raggiungere come obiettivo dei parametri di assorbimento accettabili atti a garantire il futuro dei lavoratori del call center Inps/Agenzia delle Entrate
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