

“Per un grossolano errore di calcolo della Asl Napoli 3 Sud, 200 lavoratori del servizio di vigilanza non armata rischiano di vedersi decurtare oltre la metà delle ore lavorative annue, se non addirittura, per la maggior parte di essi, di ritrovarsi in mezzo a una strada. A fronte delle 310mila ore svolte attualmente alle dipendenze della ditta uscente, la Services Group, è stato previsto per la gara ponte, aggiudicata di recente, un monte ore di 257mila. Praticamente oltre 50mila ore in meno. A rendere la vicenda ancor più paradossale, la definizione da parte della stessa azienda sanitaria, nelle more della procedura centralizzata indetta da Soresa, di un fabbisogno calcolato in 332mila ore annue. Quasi 80mila in più di quelle previste dalla gara ponte. I lavoratori si troveranno costretti domani a firmare l’accordo propedeutico al passaggio di cantiere, presso l’ispettorato provinciale del lavoro, decretando di fatto la loro condanna a un part time, considerato l’attuale numero di ore lavorative previste, se non l’inevitabile licenziamento per molti di essi. Ridurre le ore di vigilanza avrà, inoltre, inevitabili riverberi sulla sicurezza in corsia, tenuto conto di un incremento di casi di aggressioni a operatori sanitari, oltre al rischio di un aumento di casi di furti di medicinali”. E’ quanto denunciano la presidente della Commissione Trasparenza Valeria Ciarambino e il consigliere regionale M5S Gennaro Saiello, a margine della seduta di commissione convocata sulla vicenda.
“Una seduta di commissione – ricordano Ciarambino e Saiello – imbavagliata ancora una volta da De Luca, che ha impedito di ascoltare il direttore generale della Asl Napoli 3 in forza di quella norma che prevede il rilascio di un nullaosta a firma del governatore per partecipare a sedute delle Commissioni. Nullaosta che, come accaduto in molti altri casi, non è stato concesso. In queste ore abbiamo incontrato il direttore generale della Asl Napoli 3 a cui abbiamo chiesto di individuare una soluzione per ristabilire il monte ore adeguato e garantendo il mantenimento di tutti i livelli occupazionali. Auspichiamo che venga accolta la richiesta dei sindacati di sospendere la procedura all’ispettorato del lavoro. Non possiamo consentire che un banale errore di calcolo influisca sulla vita di centinaia di famiglie”.
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