AGGIORNAMENTO : 13 Febbraio 2026 - 11:27
15.5 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 13 Febbraio 2026 - 11:27
15.5 C
Napoli

Napoli, ‘incidente diplomatico’ alla presentazione delle Universiadi: de Magistris non partecipa. ‘Censurato il saluto della città’

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Napoli. Parte con un “incidente diplomatico” l’avventura delle Universiadi di Napoli 2019. Alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, questa mattina nella Mostra d’Oltremare, non si è presentato il sindaco Luigi de Magistris, atteso al tavolo dei relatori con tanto di cavaliere con il suo nome. Una defezione decisa all’ultimo minuto motivata, si apprende da fonti del Comune di Napoli, dalla “inaccettabile azione di censura nel non prevedere l’intervento di saluto della città”. Da tempo è in corso una querelle tra de Magistris e il governatore della Campania Vincenzo De Luca su vari argomenti e, tra questi, anche le Universiadi rivendicate da De Luca come risultato dell’esclusivo impegno anche economico della Regione Campania, mentre de Magistris ha più volte evidenziato il ruolo della città nella scelta di Napoli come città ospitante. De Magistris, secondo quanto si apprende, era entrato all’interno della Mostra d’Oltremare di Napoli dove alle 11 era previsto l’inizio della conferenza stampa di presentazione delle Universiadi, alla quale partecipano il presidente della Fisu, Oleg Matytsin, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il commissario delle Universiadi, Gianluca Basile, il presidente del Cusi, Lorenzo Lentini. Appreso che non era previsto un suo intervento di saluto a nome della città di Napoli, de Magistris ha abbandonato la sede della conferenza stampa. Dallo staff del sindaco si apprende che dovrebbe essere convocata una conferenza stampa domani mattina per fornire la propria versione dei fatti.

LEGGI ANCHE

Napoli, fermato il minorenne incendiario per vendetta

Il provvedimento eseguito dai carabinieri su ordine del Tribunale per i Minorenni. Il giovane a cui hanno incendiato la casa aveva fatto i nomi di quelli che avevano ferito Bruno Petrone

I carabinieri della Compagnia Napoli Centro hanno eseguito nelle prime ore di oggi un’ordinanza di collocamento in comunità nei confronti di un 17enne napoletano, gravemente indiziato di tentato incendio aggravato. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Napoli su richiesta della Procura minorile partenopea. Il tentato rogo del 12 gennaio Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe tentato di incendiare un’abitazione privata in via Carlo De Marco lo scorso 12 gennaio, utilizzando liquido infiammabile e fiammiferi. L’azione, ripresa da alcune telecamere di sorveglianza, ha consentito alla polizia giudiziaria di individuare e identificare il presunto autore. Le indagini e i riscontri tecnici Determinanti per l’attribuzione delle responsabilità sono risultate anche le testimonianze raccolte e le perquisizioni domiciliari delegate dall’autorità giudiziaria. Gli accertamenti tecnici effettuati sul luogo dell’episodio, svolti congiuntamente da carabinieri e vigili del fuoco, hanno inoltre attestato l’elevata capacità di propagazione dell’incendio e la conseguente pericolosità dell’atto. Il movente: una ritorsione per l’agguato ai “baretti” Dagli esiti investigativi emerge che il gesto potrebbe essere riconducibile a una ritorsione collegata al tentato omicidio del…

Continua a leggere

Napoli, trapianto del cuore «bruciato»: Fico ordina un’ispezione al Monaldi

Il presidente della Campania attiva i poteri ispettivi della Regione sul caso del bambino. “Vicenda gravissima, piena luce su ogni responsabilità”.

Napoli - “Voglio esprimere, a nome mio e dell’intera Giunta regionale, la più profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi. S ono ore di grande apprensione e sofferenza”. Con queste parole il presidente della Campania, Roberto Fico, rompe il silenzio sul drammatico caso del piccolo paziente rimasto coinvolto in un trapianto di cuore finito male. Scatta l’ispezione Di fronte alla gravità di quanto accaduto, Fico ha deciso di virare sulla linea dura. “In considerazione dell’estrema gravità del quadro che è andato emergendo – spiega il governatore in una nota – ho disposto l’attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi previsti in capo alla Direzione generale per la tutela della Salute della Regione Campania”. L’appello alla trasparenza Il presidente campano non usa giri di parole: “È una vicenda gravissima e dolorosissima su cui andrà fatta piena luce. Occorre totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità, con massima trasparenza e determinazione”. L’ispezione, voluta al massimo livello istituzionale, punta a ricostruire ogni passaggio della vicenda e a far luce sulle eventuali negligenze. Il caso, destinato a…

Continua a leggere
L'INCHIESTA

Napoli, cuore trapiantato a bimbo di due anni: sequestrato il box di trasporto dell’organo

I carabinieri del Nas, su delega della Procura di Napoli, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per la conservazione e il trasferimento del cuore poi risultato danneggiato. Prevista una perizia sul sistema. Sei sanitari indagati per lesioni colpose.

I carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore impiegato per trasportare il cuore trapiantato al bambino di due anni e quattro mesi, oggi in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi. L’organo, secondo quanto emerso, è risultato danneggiato. Il box sequestrato è descritto come un vero e proprio sistema di conservazione e trasporto degli organi, progettato per mantenere temperature controllate. Gli inquirenti prevedono ora una perizia tecnica sul dispositivo: la Procura nominerà consulenti ad hoc per gli accertamenti. Sei sanitari iscritti nel registro degli indagati La VI sezione della Procura di Napoli (“Lavoro e colpe professionali”), con il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, nell’ufficio coordinato dal procuratore Nicola Gratteri, ha iscritto sei sanitari nel registro degli indagati. Si tratta di componenti delle équipe del Monaldi che hanno seguito l’espianto del cuore a Bolzano e del gruppo dello stesso ospedale che ha eseguito il trapianto a Napoli. L’ipotesi di reato contestata è quella di lesioni colpose. Acquisite carte e atti: indagini in corso Insieme al contenitore, il Nas…

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA
CRONACHE TV
Seguici su
YouTube
Ad is loading…
Ad is loading…