Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy

Cronaca

Gragnano, il dipendente comunale Scala ucciso dal suo stesso fucile per una disattenzione

Pubblicato

in



Gragnano. E’ stato un incidente di caccia a causare la morte di Gaetano Scala, 67 anni, trovato con un colpo di arma da fuoco alla testa all’alba di oggi nel suo appezzamento di terreno in località castello a Gragnano. Pur essendo un espetto cacciatore di cinghiali Scala è rimasto vittima di una disattenzione. L’uomo in nottata, come era solito fare in q questo periodo , pur non essendo periodo di caccia. è salito su un albero, in attesa del passaggio di cinghiali. Per una disattenzione il grilletto si è incastrato in un ramo ed è partito il colpo che l’ha preso nella parte bassa del volto(altezza vena aorta) più o meno vicino all’orecchio sinistro ed è morto sul colpo. La moglie non vedendolo rientrare dalla battuta di caccia iniziata ieri mattina ha dato l’allarme.Era uscito nella tarda serata di ieri ed è stato ritrovato poco dopo l’una di stanotte. Gaetano Scala é stato ritrovato dai carabinieri della locale stazione e da quelli della compagnia di Castellammare di Stabia privo di vita nelle campagne della zona. L’uomo era il gestore del ritrovo Il Ciliegio ed era un ex dipendente comunale. Era andato in pensione qualche mese fa. Sulla tragedia indaga la Procura di Torre Annunziata, che ha disposto il sequestro della salma affinché venga svolto il necessario esame autoptico.

Continua a leggere
Pubblicità

Cronaca Napoli

Napoli, coniugi stranieri trovati con mezzo chilo di hashish: arrestati.

Pubblicato

in

Napoli. Coniugi stranieri trovati con mezzo chilo di hashish: arrestati.

 

Ieri sera i falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno controllato in via Santa Teresa degli Scalzi una coppia a bordo di un’auto trovando indosso alla donna 3 panetti di hashish e addosso al marito altri due panetti della stessa sostanza per un peso complessivo di circa 500 grammi.
Un paraguaiano di 37 anni e la moglie, una rumena di 32 anni, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso. La polizia ora continua le indagini per risalire ai fornitori della coppia e per conto di chi veniva venduta la droga.

Continua a leggere



Area Vesuviana

Giancarlo Siani, storia di un giornalista morto per la verità

Pubblicato

in

Giancarlo Siani, storia di un giornalista morto per la verità

 

Il 23 settembre 1985 Giancarlo Siani cronista del giornale ” Il Mattino”, viene colpito da una raffica di proiettili partiti dalle pistole di almeno due sicari nel quartiere Vomero, dove il 26enne abitava. Un brutale omicidio, commissionato dalla camorra per punire Siani che aveva osato denunciare ,con le sue inchieste, la collusione tra camorra e politica negli appalti sulla ricostruzione che interessarono la Campania dopo il sisma del 1980. Un elemento scomodo per i clan Nuvoletta, Bardellino che, collusi con esponenti della politica oplontina, sul territorio tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, avevano costruito un impero grazie alla gestione e al controllo dello spaccio di droga e il contrabbando di sigarette. Articoli scomodi tanto da dirimere la morte del cronista. In un dossier Siani scrisse che l’arresto del boss Valentino Gionta era stato eseguito dai carabinieri, grazie a una “soffiata” partita da elementi del clan Nuvoletta, i quali volevano spodestare il boss per avere maggior potere negli illeciti affari insieme ai Bardellino; la rabbia oscura la mente dei fratelli Angelo e Lorenzo Nuvoletta, alla lettura delle accuse sollevate da Siani nell’articolo pubblicato.

I due capi bastone rischiano di essere giudicati “infami” nell’ambiente malavitoso, il codice d’onore camorristico bandisce le amicizie con appartenenti alle forze dell’ordine. I Nuvoletta decisero la morte del giornalista. Le indagini, condotte dalla magistratura e le rivelazioni di tre pentiti, portano all’arresto dei mandanti dell’omicidio: i fratelli Nuvoletta e degli esecutori materiali, Ciro Capuccio e Armando Del Core. Con la sentenza, emessa in fase di giudizio il 15 Aprile 1997, la Corte d’Assisi di Napoli ha condannato all’ergastolo mandanti ed esecutori. Sono passati 35 anni dalla morte di Giancarlo Siani, ma il suo ricordo, l’amore, l’affetto vive nel Paolo e nelle tante manifestazioni che ogni anno hanno luogo in Campania in sua memoria. Sulla sua vita nel 2009 è stato girato il film Fortapasc, di Marco Risi, un omaggio per non dimenticare colui che era e sarà il simbolo della vera anima del giornalismo: la verità.

Natasha Macri

Continua a leggere



Pubblicità

Pubblicità

DALLA HOME

Iscriviti alla Newsletter

Inserisci la tua email:

Gestito da Google FeedBurner

Le Notizie più lette