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Italia

Era di Torre del Greco il vigilante morto stanotte a Castel di Sangro

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Era originario di Torre del Greco ma lavorava a da qualche anno il 23enne vigilante morto stanotte in un incidente stradale nei pressi di Castel di Sangro. Si chiamava Vincenzo Casaburi e era un dipendete della società di vigilanza Ivri.  Il 2eenne  stava effettuando il turno di vigilanza presso diverse attività fra Molise e Abruzzo, viaggiando a bordo della Citroen C3 aziendale. Lungo un viadotto della SS 652, proprio al confine fra le due regioni, nel territorio di Castel di Sangro, nei pressi del bivio per il paese, il giovane ha perso il controllo del veicolo, finendo contro il guardrail sul lato opposto della carreggiata, che ha trafitto l’auto all’altezza del parabrezza, nel punto occupato dal conducente, e fuoriuscendo dal lato sinistro del mezzo. Purtroppo lo schianto è stato fatale al ragazzo, morto sul colpo. Inutile l’intervento dei medici del 118, allertati da alcuni automobilisti di passaggio e giunti sul posto insieme ai Carabinieri e ai Vigili del Fuoco. Drammatica la scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori, che già alla visione dell’auto in quello stato hanno temuto il peggio. Gli operatori hanno impiegato diversi angoscianti minuti per estrarre il corpo del ragazzo dalla lamiere, trasportato successivamente all’obitorio. Potrebbe essere stato un malore o un colpo di sonno ad aver fatto perdere il controllo dell’auto al giovane ma la dinamica è ancora al vaglio dei militari. Enzo Casaburi, conosciuto in Molise e in particolare a Campobasso dove lavorava per la sede Ivri del capoluogo, avrebbe compiuto 23 anni ad agosto.

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Coronavirus: la mascherina riduce del 77% il rischio contagio

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coronavirus mascherina

Coronavirus: la mascherina riduce del 77% il rischio contagio. Efficaci anche distanziamento (-85%) e igiene mani (-66%).

 

Il distanziamento sociale, l’igiene delle mani e la mascherina sono efficaci nel ridurre il rischio di contagio quando si viene a contatto con una persona positiva al Sars-Cov-2. Lo afferma uno studio della Mahidol University di Bangkok e dell’universita’ di Oxford presentato alla conferenza Escmid della Societa’ Europea di Microbiologia, che ha stimato la riduzione del rischio di ognuno di questi tre interventi.

La ricerca e’ stata condotta su 211 casi confermati, tutti asintomatici, e 839 controlli che invece non hanno avuto una diagnosi di Covid-19, trovati grazie al contact tracing soprattutto di tre grandi cluster in nightclub, in uno stadio di boxe e in un palazzo di uffici governativi, con interviste sulle abitudini all’uso delle precauzioni consigliate. Dallo studio e’ emerso che le persone che avevano indossato la mascherina per tutto il tempo del contatto con un caso positivo avevano un rischio minore del 77% rispetto a chi non l’aveva, mantenere almeno un metro di distanza riduce invece il rischio dell’85%, mentre il lavaggio frequente delle mani riduce le infezioni del 66%.

“Questo risultato – scrivono gli autori – sono coerenti con le indicazioni di indossare la mascherina, lavarsi le mani e praticare il distanziamento per proteggersi dall’infezione”.

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