

Il figlio non basta a far condannare il padre. Il boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, alias Cicciotto ‘e Mezzanotte, è stato assolto. Secondo la Dda avrebbe continuato ad avere un ruolo apicale all’interno del sodalizio criminale Casalese nonostante la detenzione al carcere duro. In particolare, secondo l’accusa, Bidognetti avrebbe inviato messaggi all’esterno del carcere attraverso i colloqui con i familiari ed in particolare con le figlie, Katia e Teresa, già condannate in primo grado per gli stessi fatti.
Stamattina il pubblico ministero Alessandro D’Alessio dato un’altra mazzata al boss, collegato in videoconferenza con il palazzo di giustizia di Napoli Nord, depositando un verbale del figlio-erede, Raffaele Bidognetti, anch’egli reggente del clan, che dalla metà di aprile ha iniziato ad intraprendere il suo percorso di collaborazione con la giustizia. Nell’interrogatorio sono contenute generiche accuse sul patrimonio del padre e sul suo ruolo nel clan. Ma Raffaele Bidognetti, detenuto dal 2006, riferisce esclusivamente di fatti antecedenti al 2013, anno da cui parte l’accusa. Per questo il collegio presieduto dal giudice Ciampa (Giordano e Paone a latere) ha accolto le tesi dei difensori, gli avvocati Carlo De Stavola e Nicola Filippelli, ed assolto Cicciotto ‘e Mezzanotte per il quale il pm aveva invocato la condanna a 15 anni di reclusione.
Gustavo Gentile
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