Imponevano, secondo l’accusa, nei bar della provincia di Caserta le slot delle società gestite dal clan dei Casalesi. Il presidente, Antonio Pepe, della nona sezione del tribunale di Napoli ha condannato cinque persone ed ha proceduto alla confisca di 10 società che fanno capo alla famiglia Grasso, imprenditori napoletani, accusata dalla Dda di Napoli di aver gestito questa attività illegale nell’agro aversano per conto della camorra. Ma proprio l’aggravante è venuta meno nella sentenza, esclusa per quasi tutti i capi di imputazione. Trenta le assoluzioni, mentre le 5 condanne sono: Renato Grasso, per il vincolo della continuazione, condannato a 16 anni di carcere, Francesco Grasso, 10 anni e 8 mesi; Giuseppe Misso a 3 anni e 4 mesi; Salvatore Giuliano a 3 anni e 4 mesi; Luigi Di Serio a 3 anni ed 8 mesi. Assolti tutti gli altri 30 imputati. Contestualmente è stata disposta la confisca delle quote e del patrimonio aziendale delle società Meta Spa, Le Mimose Srl, Wozzup Srl, The King Slot Spa; Betting 2000 srl, Leonardo Service Provider Srl, Mediatel Srl, Duegi Srl, Northstar Games srl, Duegi Sas, nonchè dei mobili ed immobili sottoposti a sequestro preventivo ai danni di Renato Grasso e della moglie; di Francesco Grasso e della moglie, tranne le quote ed il patrimonio della Capriccio Sas che è stata dissequestrata. Tutti i beni sequestrati delle persone assolte sono stati dissequestrati.
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