Portici, le nuove indagini sull’omicidio di Roberta Scarcella

Si è sempre pensato a un suicidio della giovane di Portici, ma ora si concretizza l’ipotesi di un omicidio. I genitori di Roberta non hanno mai creduto che la figlia si sia tolta la vita lanciandosi dal sesto piano. Per questo motivo hanno contestato le due richieste di archiviazione.

L’ipotesi di omicidio sostenuta dalla famiglia Scarcella è stata presa in esame dal giudice per le indagini preliminari Valerio Natale. Il giudice ha individuato delle contraddizioni nelle testimonianze delle tre amiche che quella tragica notte si trovavano con Roberta prima che questa precipitasse dal terrazzino. Il magistrato ha messo in evidenza le discrepanze tra quanto hanno raccontato, all’epoca dei fatti, e la testimonianza resa dalla vicina di casa della vittima. La testimone ha dichiarato di aver sentito in tarda notte un litigio avvenuto poco prima che Roberta perdesse la vita schiantandosi nel cortile della sua abitazione. Roberta stava litigando con le sue amiche? Qual era il motivo di quel litigio? A queste e ad altre domande si proverà a dare una risposta attraverso ulteriori approfondimenti tecnici richiesti già qualche mese fa dal sostituto procuratore Giorgia De Ponte. Intanto si cercherà di capire se la vittima si sia davvero lanciata o se sia stata spinta durante il litigio, degli esperti saranno chiamati a stabilire quale traiettoria segue un corpo che cade dal sesto piano di un edificio. Inoltre si dovrà stabilire se le amiche avessero intenzione di uccidere Roberta oppure un comportamento sconsiderato e pericoloso ne ha causato la caduta mortale. Quando gli esiti delle nuove risultanze investigative saranno resi noti il giudice delle indagini preliminari stabilirà l’archiviazione del caso o manderà a processo le tre amiche che al momento rimangono indagate per omicidio preterintenzionale.

Francesca Moretti

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