

Nell’ambito dei controlli su strada nella giornata di ieri una pattuglia dei Baschi Verdi del Gruppo di Aversa ha proceduto al controllo di un’autovettura sulla quale era stati caricati dei bustoni di plastica ricolmi di materiale. Ispezionato il carico, i finanzieri rinvenivano materiale di scarto della lavorazione di tomaie per la fabbricazione di calzature unitamente ad altri rifiuti speciali sempre di origine industriale. Immediata quindi la decisione di estendere i controlli al laboratorio che risultava nella disponibilità del proprietario del mezzo. L’opificio, che dall’esterno aveva le caratteristiche di una comune abitazione, era stato allestito per la fabbricazione di calzature, in violazione ad ogni prescrizione per il rispetto dell’ambiente e per la sicurezza del luogo di lavoro. All’interno del locale, di circa 100 metri quadri, i finanzieri hanno trovato diversi macchinari per la produzione di semilavorati, suole in gomma e altre materie prime, oltre a un ingente quantitativo di ulteriori rifiuti speciali, stoccati all’interno del laboratorio e pronti per l’illecito smaltimento.
Per la lavorazione e l’assemblaggio dei semilavorati venivano utilizzati diversi prodotti, anche tossici, quali vernici, colle e solventi speciali; materiali che se non utilizzati in locali a norma e con adeguate protezioni di sicurezza costituiscono una severa minaccia per la salute dei lavoratori.
Se poi, come in questo caso, vengono smaltiti illecitamente, vanno ad inquinare anche i siti di stoccaggio o di definitivo abbandono. Inoltre all’interno dell’opificio sono stati sorpresi a lavorare anche 4 lavoratori completamente in nero, a dimostrazione della stretta connessione tra abusivismo commerciale, lavoro nero, smaltimento illecito dei rifiuti, violazione alle norme di sicurezza dei luoghi di lavoro ed evasione fiscale, in una spirale di illegalità che si alimenta e rafforza al fine di occultare le prassi illecite e di rendere l’impresa totalmente sommersa nel mercato “nero”. Sequestrato dunque l’intero laboratori, i macchinari, i prodotti semilavorati e gli scarti di lavorazione rinvenuti, oltre all’autovettura utilizzata per le illecite operazioni di trasporto dei rifiuti delle lavorazioni. I due responsabili sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria. Come da prassi, all’intervento repressivo faranno seguito i successivi approfondimenti di natura tributaria.
Gustavo Gentile
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